Il pubblico ministero fiorentino Christine von Borries non ha ritenuto che la morte di un uomo avvenuta all’ospedale fiorentino di Careggi sia da imputare all’errore dell’infermiera che scambiò la sacca di sangue. Lo scambio delle sacche di sangue, secondo la ricostruzione del pm del capoluogo toscano, provocò al paziente una compromissione significativa delle funzioni cardio-crespiratorie, ma non ne causò la morte. Il decesso dell’uomo avvenne 10 giorni dopo lo scambio di sacche per trasfusione, come conseguenza delle condizioni di salute già gravemente compromesse dell’uomo. Per la morte del paziente e l’errore nella somministrazione della trasfusione, erano indagati, dallo scorso luglio, l’infermiera che somministrò la sacca, un suo collega ed un medico. Sempre secondo la ricostruzione del pm fiorentino, la donna scambiò le sacche contenenti il sangue in quanto era al telefono e non chiese il nome al paziente alla quale somministrava la trasfusione. L’accusa nei confronti dei tre indagati era di omicidio colposo, anche se successivamente era stata commutata in accusa per lesioni colpose.
22 Gennaio 2013
Paziente morì per una trasfusione sbagliata a Careggi
1 minuto di lettura