Parma Fc, caos senza fine. Salta anche il match col Genoa

Nulla di fatto nell’ultimo incontro tra il presidente Manenti e il sindaco. Intanto viene sequestrato anche lo spogliatoio.

Termini come caos, confusione e crisi non bastano più per spiegare la situazione in cui trova il Parma Fc. Dopo continui rinvii, due ore fa il neo presidente Giampietro Manenti ha incontrato in municipio il sindaco Pizzarotti. E niente è stato chiarito, tanto meno risolto. Se da un lato l’imprenditore ha continuato a garantire che pagherà debiti e spese, dall’altro al termine del summit il primo cittadino è stato lapidario: “Da Manenti nessuna garanzia, non c’è nessun piano, non è credibile. Ammesso che arrivino i 50 milioni che promette, non è una persona che questa città merita. Stiamo valutando di inibirgli lo stadio Tardini, stiamo pensando ad una gestione diretta”.

E questo non sarebbe (quasi) niente, se non si dovesse aggiungere il rinvio sine die della partita di domenica prossima Genoa – Parma. Una misura chiesta dai giocatori, che in caso contrario minacciavano sciopero, e confermata dal presidente della Figc Carlo Tavecchio. Decisione presa nonostante la disponibilità di uno sponsor per pagare la trasferta al Parma. La misura, per giocatori che non vedono lo stipendio da mesi al pari dei dipendenti, è ormai colma. E i 15 minuti di ritardo con cui inizieranno le partite di serie A della prossima giornata – in segno di solidarietà con il Parma – è senza dubbio un gesto gradito, ma al tempo stesso tardivo. Così come tardivo appare l’interesse delle istituzioni della politica e del pallone per una crisi che definire annunciata è un eufemismo.

Ma tutto questo ancora non basta. Perché negli ultimi giorni si sono susseguite le visite di creditori e giocatori negli uffici della Procura di Parma, dove la procedura di fallimento è avviata e in attesa delle scadenze di legge (12 e 19 marzo) per procedere ai passaggi formali. Intanto continuano i sequestri nelle sedi del club. Questa mattina è toccato allo spogliatoio. Gli ufficiali giudiziari si sono presentati allo stadio Tardini e hanno smontato tutto il mobilio dello spogliatoio della prima squadra. In un furgone sono così finite panchine, armadietti e poltrone che, ogni domenica, occupavano i giocatori del Parma. Nei giorni scorsi era stato pignorato lo spogliatoio utilizzato dal tecnico Donadoni e dal suo staff, il cui mobilio andrà all’asta il prossimo 5 marzo.

Una situazione costantemente in bilico tra paradosso e tragedia (sportiva e, per qualcuno, lavorativa), dove ormai è difficile capire se sia più sensato ridere o piangere. In questo contesto, la pesantissima contestazione subita da Manenti poco fa in centro al termine dell’incontro con il sindaco passa praticamente in secondo piano.

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