
Non è che l’ultimo degli esposti in ordine di tempo ma a differenza degli altri rappresenta un atto di formale intimazione che chiama in causa, per eventuale responsabilità civile e/o penale non solo chi nella giunta abbia votato a favore della delibera pro costruendo parcheggio interrato di piazza della Vittoria ma anche i consiglieri comunali che abbiano votato il progetto durante la seduta del consiglio comunale. A presentarlo il candidato sindaco Donatella Prampolini ed altri colleghi di lista, a redigerlo formalmente invece un esperto di casa nostra, l’avvocato professor Giovanni Bertolani.
Inviato agli enti locali e regionali, alle sovrintendenze e ai ministeri, ad Arpa ed Ausl fino alla Procura della Repubblica presso il tribunale reggiano, l’esposto ripercorre, sostanziandoli più dettagliatamente, tutti i motivi ostativi il famigerato futuro parcheggio. Dalla natura della spesa alla effettiva utilità pubblica, dalla presunta mancanza di un’analisi adeguata dell’impatto sull’ambiente, anche storico-archeologico della città all’iter dell’appalto stesso.Oltre a naturalmente, la recente inchiesta milanese che ha coinvolto come indagato Filippo Lodetti Alliata, marito della ex presidente dei giovani industriali di Reggio e dell’Emilia Romaga, Giorgia Iasoni, in qualità di amministratore delegato di Reggio Emilia parcheggi spa, la società appunto a capo dell’opera. Anche se il Vittoria Park nulla ha a che vedere con l’Expo e relativa inchiesta.
La sede della società è a Bibbiano ed è stata perquisita dalle Fiamme Gialle. Nei guai un altro reggiano che risulta tra gli indagati: l’imprenditore correggese . Tornando al costruendo parcheggio, l’atto di intimazione chiede lo stop immediato dei lavori, per almeno due mesi, e un ulteriore accertamento istruttorio, con l’ausilio di un rappresentante della Corte dei Conti ed uno della Procura, prima dell’eventuale ripartenza del cantiere