Purtroppo non c’è nulla di nuovo. Quello che un tempo fu uno dei manicomi più grandi d’Italia, da anni è terra di tossicodipendenti e sbandati. Nel frattempo la Villetta Svizzera è stata trasferita e sono partiti i lavori del campus universitario, ma la situazione non è cambiata. In occasione dell’iniziativa Puliamo il mondo Legambiente è tornata al San Lazzaro e ha filmato lo stato di degrado in cui versano i padiglioni Villa Marchi e Donaggio.
http://youtu.be/yjL9L9xP0vY
“E’ confluito su alcuni padiglioni dell’area San Lazzaro a Reggio il disagio sociale di alcune persone, – spiega Massimo Becchi presidente di Legambiente Reggio Emilia – tanto da trasformare alcune strutture marginali dell’area in vere e propri dormitori. E’ quanto rinvenuto durante la giornata di Puliamo il Mondo che si è svolta a fine settembre, dove ormai da un paio d’anni si ripuliscono le stesse aree del San Lazzaro, lasciate all’incuria (padiglione Villa Marchi) e utilizzate come dormitorio. Operazione che purtroppo viene fatta solo una volta all’anno dai volontari. Ma è molto peggio lo stato del padiglione Donaggio, mai oggetto di ristrutturazioni, dove sono state murate al piano terra porte e finestre, cosa che non ha impedito di aprire un foro nel muro, nel cortile interno per permetterne un’uso quale dormitorio. Lo stato di degrado è totale, con cumuli di rifiuti ovunque, materassi, coperte, resti di vecchi mobili e di pasti. Facile immaginare lo stato dei bagni, in una struttura in cui parte del tetto è crollato e non esiste acqua e luce. Il tutto distante poche centinaia di metri dall’ Ausl, Arpa e Università e a fianco di una zona industriale”. Quanto descritto è stato filmato dalle nostre Guardie Ecologiche che hanno fatto l’ispezione anche su segnalazione di alcuni cittadini, allertati dal continuo andirivieni di persone in questa struttura. Il video è visibile sul nostro sito internet www.legambientereggioemilia.it.
“E’ necessario – conclude Becchi – almeno ripulire questo padiglione, riprendere le parti del tetto crollate prima che sia troppo tardi e chiudere definitivamente l’accessi allo stabile, effettuando periodicamente delle ispezioni per evitare simili situazioni di degrado cittadine”.