Nuovi affitti brevi, stop in area Unesco, Nardella: “Stanchi di aspettare, facciamo noi”

Firenze – Era ora di finirla con attese, promesse e proclami. Di fronte alla proposta di legge Santanché, che non incide sul problema degli affitti brevi turistici (“pur apprezzandone la volontà di porsi il problema”, dice il sindaco) di fronte allo tsunami che non accenna a finire trasformando il centro storico di Firenze in un enorme contenitore d’accoglienza per turisti, facendo decollare emergenza abitativa e canoni a livelli mai visti, Firenze prende l’iniziativa e mette in campo una delibera unica nel suo genere. Nel centro Unesco non saranno più permesse nuove aperture di affitti brevi turistici. In altre parole, chi ha un immobile in centro, mai utilizzato prima allo scopo e vuole affittarlo ai turisti, non potrà più farlo. Questo il divieto. L’incentivo, chi ha già in utilizzo ad affitto breve turistico un alloggio, può ripensarci e tornare indietro, affittando a residenziale a lungo termine (da definire i criteri) e ottenendo l’azzeramento dell’Imu seconda casa per tre anni.

La situazione dell’emergenza abitativa è notoria e nazionale. “Dovrebbe stare in cima all’agenda politica del Paese – dice il sindaco di Firenze –  il fenomeno dell’overtourism è scoppiato al di là di ogni aspettativa, con l’alterazione del mercato degli affitti”. A questo si aggiunga l’aumento continuo dei tassi d’interesse, scaricato sui mutui, mentre l’effetto inflattivo si è scaricato sui costi energetici delle case. Utlime ma non ultime, le proteste universitrie di queste settimane, che hanno fatto emergere in tutta la sua tragicità quanto l’affitto di alloggio sul mercato privato divori il diritto allo studio, in particolare per la classe media.

“Non possiamo più stare a guardare le vittime di questa spirale di emergenza sociale”, dice Nardella.

Intanto, il sindaco parte dalla valutazione della bozza Santanchè. “Condividiamo l’intenzione di  fronteggiare il rischio del turismo, salvaguardare la residenzialità dei centri storici e fronteggiare il rischio di spopolamento, come si legge. Ma questa proposta di legge non contiene nessun strumento utile ed efficace per affrontare il problema della residenzialità, caro affitti e affitti turistici”.

“Mettere il limite dei due giorni agli affitti tuistici brevi è inutile – continua Nardella – la permanenza media a Firenze è di 2,9 notti, quindi 3. La proposta non contiene nessuno strumento di pianificazione e regolazione affidato agli enti locali. I sindaci sono ignorati a differenza di tutti i paesi europei, come Spagna e Francia, che hanno flussi turistici sopra quelli italiani e Olanda”.

Sanzioni ad eventuali infrazioni, ad esempio  al limite delle due notti? “Si prevede come sanzione la nullità del contratto, non c’è sanzione pecuniaria”. In altre parole, il gestore o rporpietario dell’alloggio ad ffitto breve tursitico, n barba alla legge, decide di affittare una sola notte. Il giorno dopo il turista si alza, paga e magari se ne torna a Sidney. Un mese dopo ai controlli risulta l’infrazione, cosa succede? Annullamento del contratto. Vale a dire, di fatto, niente. 

Eppure un punto positivo c’è, nella proposta Santanchè. “Unico punto positivo è la presenza di un sistema di registrazione-censimento” per coloro che svolgono attività di affitto breve turistico. Inoltre, alla fine di questa breve analisi del provvedimento, una domanda rimane inevasa, come dice Nardella: “Non capiamo perché, di fronte all’emergenza, non si voglia estendere la cosiddetta legge Venezia (che regolamenta numero di notti e appartamenti. ndr) a tutte le città d’arte che hanno quelle caratteristiche”.

Ma non finisce qui. “Da anni ci battiamo per trovare un equilibrio fra affitti turistici brevi e diritto alla casa – continua il sindaco – abbiamo presentato una legge di inziativa popolare, abbiamo consegnato il progetto ai parlamentari di ogni posizione, proposte di ogni tipo all’Anci, ma non è successo niente. L’emergenza abitativa è aumentata. Uno degli ultimi studi di UIL dice che il 72% di uno stipendio medio a Firenze viene risucchiato dal canone d’affitto”.

Di fronte a ciò, “nell’assenza di soluzioni nazionali, ci rimbocchiamo le maniche e facciamo da noi, utilizzano gli strumenti a disposizione”.

“Porteremo in giunta una delibera in cui si introdurà una novità, davvero molto significativa, nel testo del piano operativo adottato dal consiglio comunale, ovvero individueremo dal punto di vista giuridico una articolazione nell’ambito della destinazione  di uso residenziale. Non prevederemo una diversa destinazione. Nell’ambito della destinzione di uso residenziale, individueremo un’articolazione, che è destinazione residenziale per affitti brevi, ai sensi dell’art. 4 del decreto legge 50/2017, convertito nella legge 21 giugno 2017″.

Una categoria dunque che già esiste nel nostro ordinamento e  consente di individuare giuridicamente la fattispecie. Nessuna nuova fattispecie però, solo un’articolazione che trova il suo fondamento nella legge nazionale. Una definizione che riguarda, come spiega il sindaco, “strutture extralberghiere, case e appartamenti vacanza, bed and breakfast. ecc. “, e, continua il sindaco, “prevediamo, in tutta l’area Unesco che ha un regime normativo di tutela specifico, che riguarda il patrimonio storico e artistico sulla base dell’art. 9 della Costituzione, il divieto di quest’articolazione di uso residenziale per affitti turistici brevi”.

Una mossa mai osata prima. “Consapevoli che non possiamo agire in via retroattiva – continua Nardella – sono fatte salve tutte le abitazioni con uso residenziale articolazione affitto breve turistico, iscritti al primo giugno, cioè ad oggi”. In altre parole: chi oggi già utilizza il proprio appartamento per questo particolare uso può continuare a farlo. “La lista delle destinazioni turistiche affitti brevi residenziali è quella della Città Metropolitana”, continua il sindaco, passo obbligatorio per chi vuole affittare a questo fine, per ragioni di regime fiscale.

“Ci rendiamo conto che è una norma ardita – continua Nardella – anche giuridicamente, ma siamo anche cosapevoli di poterla difendere giuridicamente. Non siamo nuovi a questi esperimenti”. Dario Nardella si riferisce alla vicenda dei fast food nel centro storico, in particolare alla vicenda di una grande multinazionale che voleva aprire un fast-food in piazza Duomo a Firenze, e che venne bloccata. “Non siamo nuovi a queste battaglie. Del resto ritengo che il paino operativo sia lo strumento politico più forte che abbiano un sindaco e un’amministrazione comunale. Se non proviamo a fare azioni politicamente dirompenti, qui nessuno si dà una mossa. Siamo anche un po’ stanchi”. Una norma ardita, ma giuridicamente difendibile.

Il secondo strumento, ha natura fiscale. “Introdurremo una leva fiscale, secondo la proposta avanzata anche dai sindacati, che riguarda i proprietari di immobili attualmente destinati ad affitto turistico breve che torneranno indietro, quindi ad un regime con affitti a lungo periodo. Questi avranno, da parte della nuova amministrazione, l’incentivo dell’azzeramento dell’Imu della seconda casa per tre anni”. Per dare un ordine di grandezza, un appartamento medio nel centro di Firenze (seconda cas), paga più di duemila euro l’anno. Perciò, non solo divieto, ma anche incentivo per invertire la rotta.

 

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