Il neo presidente provinciale Giammaria Manghi da alcuni giorni dalle pagine di tutti i quotidiani locali piange miseria sullo stato economico dell’ente rinnovato dopo il ddl Delrio e da lui oggi governato. Fino a minacciare di far saltare l’accordo salva-Fiere già delineato dal suo predecessore Sonia Masini con l’erogazione di risorse dal bilancio 2015. Risorse che Manghi ha affermato di voler destinare altrove.

Ma il primo atto concreto che il neo presidente ha messo nero su bianco è stata l’assunzione di una portavoce da inserire nell’organico dell’ufficio stampa, Sara Di Antonio, già portavoce dell’ex sindaco di Casalgrande Andrea Rossi, oggi a Roma nello staff del sottosegretario Luca Lotti. Si tratta di un articolo 90, ovvero un incarico politico di carattere fiduciario. In sostanza oggi la “nuova” Provincia si trova ad avere più dipendenti di prima. Ma non sarà l’unico; almeno un’altra figura simile sarà presto inserita in organico.

Intanto sta facendo discutere la ricomparsa dell’ex assessore Mimmo Spadoni negli uffici governativi romani al tavolo della trattativa Renzi-Cgil. Una foto con Spadoni che compare sull’uscio e che ha fatto immediatamente il giro dei social. Si è così appreso che per lui Graziano Delrio ha preparato un incarico da capo della segreteria particolare e consigliere degli affari speciali. 55mila euro lordi annui, più 25mila lordi di emolumento accessorio e altri 10 sempre lordi di indennità diretta. Altri 100mila euro lordi annui, più o meno, si portano a casa i reggiani Luisa Gabbi, portavoce di Delrio, e Maurizio Battini, capo della segreteria tecnica. Dello staff Delrio come sappiamo fa parte anche Mauro Bonaretti, ex direttore generale del comune di Reggio, oggi segretario generale della Presidenza del Consiglio. Qui le cifre sono ancora più importanti: si parla di circa 170mila euro annui.