E così la manifestazione anti ‘ndrangheta (o forse soprattutto anti Pd) dei grillini di sabato sera è stato un flop. Pochi militanti, pochi reggiani. Nessun cutrese. Una manifestazione inutile se non dannosa.
Le manifestazioni non riuscite contro la mafia, infatti, sono un bellissimo regalo ai mafiosi, che così sono autorizzati a credere (e far credere) che la gente abbia paura di esporsi e che, in fin dei conti, in tanti hanno paura di loro. Che siano pochi ed isolati coloro che vogliono combatterla.
Un errore quindi.
Credo quindi che occorra trarre una lezione da questo scivolone: visto che la ‘ndrangheta a Reggio esiste per davvero, sarebbe ora di cominciare a lottare contro la sua subcultura slegati da cartelloni di partito o dalla ricerca del distillato di antimafia originario, ma uniti da slogan che uniscano e facciano vedere ai capibastone che Reggio non è disposta a cedere. Che se c’è stata distrazione adesso c’è attenzione.
Infine: prima di dire cose sbagliate, di indicare come profeti dei disinformati improvvisatori, di gioire per trabocchetti o di reagire per stupidate, cerchiamo di studiare il fenomeno, di capire cosa è la comunità cutrese di Reggio, di capire cosa è successo a loro e alla nostra città in questi anni.
Perché non ci è concesso sbagliare di nuovo…