La natura sarà anche matrigna come diceva Leopardi, ma qualche volta sa essere puntuale. Se proprio doveva tremare, la terra non poteva scegliere momento migliore almeno dal punto di vista di un giornalista costretto a trascorrere la mattina a seguire (sarebbe meglio dire inseguire) il ministro allo sport Josefa Idem dopo un’estenuante attesa sotto il portico del municipio.
Il titolo dell’evento – “Donne, uomini e potere: le politiche di genere in Italia. Come si traducono in azioni? Un confronto fra alcune realtà italiane” – preannunciava già un insostenibile carico di noia e retorica di genere. Fosse venuta a parlare di sport la Idem, che è pur sempre una medaglia d’oro olimpica; si fosse degnata di rispondere alle domande sulle accuse di aver tentato di eludere l’Ici, l’imposta sugli immobili oggi diventata Imu, per aver fissato la residenza in una palestra, dichiarata come prima casa…macché. Via di corsa in Sala del Tricolore dove è andato in scena un vaniloquio polifonico su uomini, donne e potere.
Aveva appena iniziato a parlare la Idem alle 12.33, quando la terra ha tremato interrompendo quell’ordinata messinscena che chiamano alternativamente conferenza, convegno, meeting, workshop.
Bilancio della giornata: nessuna vittima, danni contenuti e una ministra (sic) in fuga. Poteva andare peggio. Molto peggio.