Al teatro Cavallerizza va in scena “Noise for Syd”

Nell’ambito del festival Aperto lo spettacolo in memoria del fondatore dei Pink Floyd
La locandina dell'evento
La locandina dell’evento

Nell’ambito del Festival Aperto mercoledì 13 novembre alle ore 20:30 si terrà presso il teatro Cavallerizza lo spettacolo “noise for syd” realizzato da Yuval Avital. La prima mondiale di un’opera totale dove suono, immagine, gesto, oggetto e azione si completano grazie alla complicità creativa di una task-force veramente unica: solisti del Teatro alla Scala, leggende della musica elettronica, un grande artista visionario, danzatrici che spaziano dal balletto al teatro d’avanguardia, musicisti post-punk e di musica contemporanea. Tutti insieme, guidati dalla partitura psichedelica del prodigioso compositore Yuval Avital, narrano una delle epopee centrali della scena culturale del secondo Novecento.

L’opera icono-sonora Noise for Syd è priva di arrangiamenti e citazioni provenienti dalle composizioni di Syd Barrett e dei Pink Floyd. Eppure, la partitura psichedelica di Avital – un lavoro grafico visionario che mischia indicazioni di scena, notazione tradizionale, immagini, disegni e citazioni iconiche – è una mappa di segni, motivi, metafore sonore, gesti e simboli che evocano aspetti intimi e dettagliati della storia di Syd: la precoce scomparsa dalla scena musicale e il ritiro in un auto-esilio di oltre 30 anni nella casa della madre a Cambridge; la dimensione fantastica e psichedelica ispirata dal surrealismo di Lewis Carroll, dalla libertà infantile, dall’arte, dal blues e dal rock; il mondo delle allucinazioni in cui Barrett si è perso; le testimonianze dei suoi compagni di gruppo e dei suoi famigliari; e, sopratutto, la ferita che ha lasciato, rimasta pulsante per lunghi anni, invocando lacrime di suono – come i famosi brani dei Pink Floyd “Shine on you crazy diamond” e “Wish you were here” – e animando una lunga lista di teorie e leggende sulla sua storia che anche oggi, quando messe in discussione pubblicamente, riescono a provocare polemiche accese.

“Syd non ha mai capito il concetto di celebrità”, afferma la sorella Rosemary in una intervista radiofonica di qualche anno fa.
E nell’opera di Avital, infatti, netto è l’allontanamento dal culto di Syd Barrett visto come una celebrità da “sfruttare”, così come dallo sciacallaggio mediatico sollevato sul giallo della sua scomparsa, trattandosi invece della messa in scena di un archetipo umano che, come nel mito di Icaro, arriva fino alla luce per poi bruciare le sue ali. In quest’ottica è interessante riflettere anche sull’inevitabile analogia tra Barrett e Rimbaud, entrambi arrivati all’apice della loro creazione giovanissimi, per poi ritirarsi completamente dalla vita pubblica e artistica, rifugiandosi a casa delle loro mamme.

Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito web www.iteatri.re.it

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