Firenze – Multiutility, mentre si procede passo dopo passo alla costruzione del grande gestore dell’acqua, energia e rifiuti della Toscana, costruito attorno ad Alia e con l’apporto ad ora di 66 Comuni, continuano a crescere le perplessità sull’operazione.
Un’operazione che nasce da lontano e che procede grazie alla mai venuta meno convinzione del Pd che sia la mossa giusta per arrivare a maggiore efficienza e minore pesantezza delle bollette per i cittadini. Ma la complessità dell’operazione e le performance non proprio entusiasmanti delle multiutility già attive, da Romagna Acque ad Acea, fanno crescere dubbi, presidi, e un’opposizione politica trasversale, che spacca il Centrodestra, passa per il Movimento 5 Stelle e giunge alla Sinistra, mentre in piazza arrivano i presidi delle associazioni, dei cittadini e dei comitati. Il no contro la multiutility è stato suonato da sindaci, quello di Vaglia Leonardo Borchi e quello di Sesto Fiorentino, Lorenzo Falchi.
Intanto, si sta andando alle votazioni nei consiglio comunali, il cui assenso è necessario per procedere con l’operazione. E proprio oggi, a circa una settimana dalla votazione in consiglio comunale a Palazzo Vecchio, che si terrà mercoledì prossimo, una nota dei consiglieri di Spc ha procurato una risposta piuttosto piccata da parte del capogruppo del Pd in consiglio comunale, Nicola Armentano.
““Entreremo nel merito della nostra contrarietà all’operazione di multiutility nei prossimi giorni, anche perché siamo in attesa delle osservazioni della cittadinanza – si legge nella nota diffusa da Dimitri Palagi e Antonella Bundu – oggi vogliamo però denunciare una procedura grave, che peggiora il già proibitivo percorso proposto ai Consigli comunali, di esprimersi, nel giro di un paio di settimane – spiegano i consiglieri di Sinistra Progetto Comune – su una vicenda così importante e una mole di oltre mille pagine di documentazione. Tra gli allegati c’è infatti la bozza di statuto della società Multiutility Toscana (la prossima ALIA, quando vedrà accorpate altre società). Lo abbiamo studiato, ma nel frattempo da qualche altra parte si sta decidendo di cambiarlo. Ci è stato confermato questa mattina in Commissione Controllo”. Un atto grave, secondo i consiglieri di Sinistra, “anche perché le modifiche potrebbero riguardare i passaggi sul capitale sociale, sulle azioni e altre parti non marginali”.
Reazione immediata da parte del gruppo Pd: “La multiutility è un processo importante ma anche uno strumento che riteniamo efficace e all’avanguardia. Come Pd poi respingiamo al mittente attacchi sterili. Le occasioni per discutere, studiare, non sono mai mancate e siamo sempre venuti incontro a chi chiedeva un surplus di approfondimento, in particolare tra le fila delle opposizioni. Non difettiamo quindi di mancanza di trasparenza o di disponibilità ad approfondire – dice il capogruppo del Pd consiliare – il ruolo dei Comuni con quest’operazione cresce nella gestione dei servizi pubblici locali. É un progetto di cui si parla da 30 anni e che finalmente ora sta prendendo forma e si concretizzerà dando una risposta attesa sul fronte della qualità dei servizi pubblici locali e delle tariffe per i cittadini e permetterà, grazie a una solidità economica, sviluppo e investimenti”.
Conclude Armentano, circa la nota dell’opposizione, “è una polemica demagogica e puramente ideologica. Stiamo parlando di una delibera complessa che ha necessitato ovviamente di approfondimenti e aggiustamenti, per questo ci sono stati tanti momenti di confronto anche nelle commissioni competenti”.