Firenze – Il nocciolo di tutto ruota, per i Comitati avversi alla costruzione della Multiutility Toscana con quotazione in borsa, attorno a ciò che la Corte dei Conti, interpellata dal sondaco di Loro Ciuffenna Marco Botti, ha messo in luce: essendo, a causa della loro natura demaniale, inalienabili le infrastrutture idriche, “L’attuale operazione Multiutility é inammissibile”.
E’ sulla cessione dei beni demaniali in capo a Consiag, nella prospettiva della quotazione in borsa, che si appunterebbe il no della Corte dei Conti. Il punto viene afferrato al volo dai Comitati, che chiedono di riaprire la discussione sul progetto. Si tratta del Coordinamento delle associazioni No Multiutility, che si rifanno al parere con cui la magistratura contabile regionale, con delibera 159/2023, ha dato risposta al sindaco di Loro Ciuffenna (Arezzo) Moreno Botti.
In una nota le associazioni ricordano infatti come la fusione per incorporazione abbia riguardato anche Consiag spa, il cui patrimonio, incluse reti e impanti idrici comunali, è stato trasferito ad Alia servizi ambientali. Tuttavia, sottolineano, “le infrastrutture idriche si configurano come beni demaniali per espressa previsione dal Codice civile e del Testo unico dell’ambiente. La natura demaniale di detti beni comporta la loro inalienabilità”.
La Corte dei Conti afferma che “qualora uno o più enti locali abbiano conferito la proprietà di dotazioni patrimoniali essenziali alla gestione del servizio pubblico locale ad una società a capitale interamente pubblico che è incedibile, tale società può poi essere interessata a operazioni di fusione societaria purchè all’esito della fusione resti assicurata la titolarità di reti, impianti ed altre dotazioni patrimoniali in capo ad una società a capitale interamente pubblico”. Il parere, secondo il Coordinamento no Multiutility, stoppa l’operazione. In seguito a questo, il Coordinamento chiede un lato di aprire “una discussione seria ed approfondita con i cittadini”, dall’altro l’avvio di una fase riflessiva profonda che passa da “un atto di sfiducia e sostituzione del consiglio di amministrazione di Alia, a partire dal suo amministratore delegato”.