Firenze – L’artista Bruno Pellegrino con Personae, installazione, per la prima volta a Firenze presenta, attraverso sessantatré sculture bidimensionali in ferro dipinto e sei maschere monocrome, una serie di volti che guardano enigmatici ed attenti il visitatore. “Ho piegato la ruvidezza del ferro alla dolcezza dei colori della pittura”.
Una rivisitazione per stessa ammissione del pittore e scultore dalla vita poliedrica di origine beneventane, (attualmente vive tra Roma e la Maremma dove lì ha il suo studio ), del grande dipinto del “Quarto Stato” di Giuseppe Pellizza da Volpedo realizzato nel 1901.
“Lui ha raccontato un mondo che oggi non c’è più, – così Bruno Pellegrino, – forte nel suo insieme e semplice al contempo che avanza anonimamente per chiedere nuovi diritti e possibilità per tutti. Mi sono sempre chiesto se oggi sarebbe ancora possibile rappresentare quel mondo e sono arrivato alla conclusione che tutta quella massa di persone in realtà si è trasformata in individui ben distinti. Ognuno di loro va alla ricerca di qualcosa ma per sé”.
È così se l’opera di Pellizza da Volpedo rappresenta l’entrata in scena dei lavoratori che, all’epoca non ancora bene organizzati, rivendicavano la tanto sospirata uguaglianza sociale, Pellegrino, oggi, ne vede la loro trasformazione dinamica grazie anche alla visione che ebbe delle grandi fabbriche degli anni ’70 e ’80 nel Nord Italia: Breda, Falck, Magneti Marelli….. .
“A Sesto San Giovanni, cittadina alle porte di Milano, simbolo della classe operaia, la Stalingrado d’Italia, vedevo entrare in quegli enormi complessi industriali i treni che portavano ogni otto ore migliaia di operai a lavorare. Adesso di quel passato operaio non c’è più traccia. E così ho dato volti colorati non piú anonimi a quella folla, ciascuno con una propria storia”.
E tuttavia Pellegrino precisa : “Essi sono volti immaginari anche se non pochi mi dicono di trovare delle somiglianze con persone che conoscono”.
Ma se i volti di Pellegrino non sono ritratti di persone reali, ne risaltano, a chi li osserva, il valore supremo: la libertà di esistere e di guardare. Inoltre ciò che caratterizza la performance artistica di Pellegrino è la doppia chiave di lettura nella quale essa si muove: artistico e pittorico con i disegni, i colori e i ferri tagliati da un lato,socio antropologico e culturale dall’altro. Suggestioni che si esprimono in un linguaggio dal forte uso del colore, e l’impiego di materiali e tecniche diverse. Come è avvenuto per una collaborazione con una cantina capalbiese per la quale Pellegrino realizzò due nuove etichette che ne rappresentavano l’identità iconografica della casa produttrice. Un risultato armonico di visioni tra l’identità enoica della cantina e le attraenti realizzazioni dell’artista.
Da una sua intuizione, “Personae” che sarà inugurata il 5 febbraio, nella sala C.A.Ciampi di Palazzo del Pegaso, e si concluderà il 15 febbraio alle ore 17.00 con un dibattito dal titolo “Ragionando,oggi, del Quarto Stato (1901) di Pellizza da Volpedo . Personae c/o Comunità in Cammino”. Un incontro, da lui stesso moderato, aperto a tutti per riflettere sui contenuti sociali dei nostri giorni e le sue trasformazioni.
“Racconto sempre che in un’altra vita facevo politica,- spiega Pellegrino autore anche di libri ed imprenditore -. Erano gli inizi degli anni ’70 e in quel periodo ho fatto tante cose che poi ho lasciato nel ’92 per dedicarmi ad altro, iniziando così nuove avventure. I colori, le forme la pittura e in piccola parte la scultura mi hanno catturato in maniera vigorosa, assorbente, totalizzante. E ciò che più conta,gratificante. Attraverso di loro esprimo idee e concetti che vanno oltre il tempo”.
E sul ruolo dell’I.A. riguardo l’arte in generale ed in particolare sulla sua produzione artistica di volti e maschere, Pellegrino,non senza una velata preoccupazione, dice -Si tratta di una rivoluzione epocale come avvenne con l’invenzione della ruota. Il mondo mi sembra avvolto da un reticolo digitale che sembra voler cambiare la narrazione geografica. È difficile pensarci ma i cambiamenti in atto non sono poi così banali”.
In foto Bruno Pellegrino