Firenze – Giunge notizia che il clima fra Regioni e Governo, in tema migranti, si stia rasserenando. L’incontro che ha avuto luogo dopo che le 5 regioni governate dall’opposizione di centrosinistra (Emilia Romagna, Toscana, Campania e Puglia, più la Valle d’Aosta) si erano messe di traverso sulla decisione del governo di aprire lo stato d’emergenza sui migranti, ha prodotto dunque un nuovo approccio, che riguarda alcune indicazioni del governo: esclusa la costruzione di grandi centri che si sono rivelati ingestibili, favorire l’accoglineza diffusa, potenziare i 4 hotspot che si trovano inCalabria e Sicilia. Inoltre, il governo ha tracciato la strada anche per quanto riguarda una maggiore collaborazione con i territori, indirizzo reso concreto anche dalla nascita di un tavolo di confronto per il coordinamento permanente con le Regioni. Il confronto è stato definito costruttivo definito dalle parti, tanto da spingere il ministro Musumeci a dirsi “fiducioso sul fatto che i presidenti di queste cinque Regioni possano rivedere la loro posizione”.
Inoltre, il futuro si presenta piuttosto critico, con una nuova ondata di sbarchi, che potrebbe essere legata alla nuova siutazione di instabilità in cui è sprofondato il Sudan. Alcuni presidenti di regione, come Stefano Bonaccini hanno posto l’accento sul rischio di una nuova crisi umanitaria con un nuovo esodo verso l’Italia , a seguito del conflitto sudanese, ondata che andrebbe a sommarsi alla gestione piena di difficoltà dei profughi provenienti dalla Tunisia. Ma Bonaccini non è il solo ad essere preoccupao per le consenguenze del conflitto sudanese: anche il ministro Musumeci non è per ninet tranquillo in particolare sui numeri degli sbarchi prossimi, “abbiamo buoni motivi per credere che le 40 mila persone sbarcate in appena quattro mesi siano solo un antipasto rispetto ai flussi che potremmo registrare fra qualche mese”, dichiara.