Dardano in IV, le defezioni seminano il terreno per un candidato renziano

Firenze – Chissà se il vecchio tema di Saccardi sindaco non sia, alla fine, il grande ritorno alla base del Renzi maturo, quello che dopo aver bruciato le tappe, da senatore e padre della patria fiorentina, abiurando il vecchio delfino logorato da dieci anni di sindacatura, ricomincia da Firenze. Città che conosce bene, in cui conta numerosi seguaci, i quali, raccogliendo il silenzioso riavvicinamento dell’ormai adulto leone, si trasferiscono armi e bagagli sul suo galeone: si va da Barbara Felleca, a Francesco Casini, ammministratore di grande valore nonché primo cittadino di Bagno a Ripoli, sabato scorso al fianco di Renzi che parlava di stadio e viola park, a Massimo Mattei, che decise di fare il gran salto già nel 2020, primo dei non eletti in regione nelle file del Pd, ed ora la capogruppo Mimma Dardano, che salta nel gruppo IV lasciando i vecchi compagni, senza risparmiarsi in complimenti e auguri di buona fortuna: infatti fra i motivi che elenca per motivare il passaggio, anche la stoccata alla nuova direzione politica, “recentemente alcune sbandate ideologiche e alcune scelte a mio parere irragionevoli del Partito Democratico mi hanno convinto a entrare nella casa dei riformisti”.

Detto questo, del resto non possiamo tacere che il rottamatore aveva lasciato a presidio della casa fiorentina due giannizzere di fedeltà comprovata, Titta Meucci da un lato e dall’altro Stefania Saccardi. Entrambe di grande competenza, sia politica che tecnica, capaci di ottenere un buon  consenso proprio, fatto di stima personale e di capacità di tessere relazioni e di farsi rappresentanti di vari interessi sia sociali che economici del tessuto cittadino, hanno mantenuto alto il prestigio tutto fiorentino di Italia Viva, al di là delle note disavventure matrimoniali avvenute con Azione di Calenda. Ed ora, che potrebbe verificarsi il classico giro dell’oca, potrebbe tornare in auge una macchina da voti come Saccardi, per un eventuale canidato sindaco di cucina Italia Viva. Fantapolitica? Dal momento che negli attuali frangenti sembra la liquidità la caratteristica principale del quadro politico in particolare nel centrosinistra, ogni ipotesi potrebbe adombrare se non tutto il quadro degli interessi in gioco, almeno una parte. Di sicuro, l’attuale situazione di sgocciolìo dal Pd verso Italia Viva,  potrebbe alla fine far buon gioco all’ex assessora all’urbanistica, prima per preferenze proprie, Cecilia Del Re;  che potrebbe essere la pedina vincente per trattenere i riformisti spaventati da Schlein e Fossi. In questa chiave, forse le primarie cittadine, richieste da Del Re e negate con forza dalla segreteria toscana di Fossi, potrebbero tornare ad avere un senso.

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