Prato – S’inasprisce lo scontro tra Viminale e sindaci sulla gestione migranti e le arole di Matteo Biffoni, responsabile Anci oer lImmigrazione, segnalano esattamente il salire della tensione. Da giorni infatti riguardo l’accoglienza profughi, si sono schierati alcuni amministratori locali che contestano il modo di procedere del Governo. Fonti del ministero dell’Interno hanno replicato definendo, come di dominio pubblico, “surreale” la polemica sollevata dai primi cittadini, aggiungendo che “la mancata adozione dello stato di emergenza” da parte delle 4 regioni a guida centrosinistra, “ha ritardato alcuni interventi sul territorio”. La linea del Viminale è stata criticata in particolare dall’Anci, soprattutto per quanto riguarda i minori non accompagnati: “Con questi numeri – ha detto il sindaco di Prato e responsabile immigrazione Matteo Biffoni – le amministrazioni locali non potranno garantire il rispetto delle condizioni stabilite per legge, e la responsabilità è dello Stato centrale. Non ci sono gli hub di primissima accoglienza, non ci sono le risorse per la mediazione culturale”.
Polemiche che infuriano sotto il sole agostano mentre il flusso degli sbarchi non si ferma: dal primo giugno al 18 agosto, secondo i dati diffusi dal Viminale, ci sono stati 55.318 sbarchi, con una media giornaliera che supera le 700 unità. E nell’hotspot di Lampedusa ci sono ancora 2.427 migranti. Intanto se dal Viminale ricordano che sulla questione minori “è fondamentale la legge Zampa”, che “è stata voluta dal Pd”, arrivano malumori sulla gestione dei migranti anche dai sindaci della Lega, che in Veneto in particolare ribadiscono il loro “no” contro gli hub e l’accoglienza diffusa.
Matteo Biffoni, responsabile immigrazione Anci, oggi ha diffuso una nota: “È un po’ irrituale rispondere a “fonti del Viminale” che non mettono il proprio nome e cognome davanti a certe dichiarazioni – si legge nel testo – ma è doveroso puntualizzare la verità dei fatti. Innanzitutto queste fonti dovrebbero parlare con i sindaci, non con i sindaci Pd, ma tutti e in tutta Italia, visto che anche dove le Regioni hanno firmato l’accordo con il ministero dell’Interno, come Veneto e Lombardia, i primi cittadini denunciano una situazione fuori controllo; le parole del Governatore Zaia, solo per fare un esempio, sono inequivocabili. Così come il passo indietro del Ministero dell’Interno in Emilia Romagna dove, alla fine, non ha potuto che dare ragione ai sindaci”.

Sulla rovente questione dei minori non accompagnati, laddove il Viminale mette sotto accusa la normativa vigente, il sindaco Biffoni ha ribadito: “La legge Zampa è legge dello Stato, fin quando è in vigore si rispetta. Così come si è rispettato la Bossi-Fini o il Dl Cutro. Se una legge non va bene, il Parlamento la cambi, ma fin quando c’è si rispetta. E io non mi sono mai fatto problemi a criticare la gestione del fenomeno migratorio con ogni Governo, di sinistra, di destra o tecnico quando le cose non funzionano. Ma qui si va ben oltre: qui il Governo Meloni che aveva promesso stop sbarchi, adesso ha creato il caso, e il ministero dell’interno non risponde, non dà informazioni adeguate né ai sindaci né ai prefetti, nessuno sa i criteri di ripartizione né cosa accadrà nei prossimi mesi”.
Infine Biffoni difende il modello Prato: “Su Prato non intendiamo prendere lezioni da nessuno. La città di Prato sull’accoglienza e la gestione dell’immigrazione dà lezione all’Italia intera, compreso al Viminale. Siamo una città dove i servizi immigrazione da anni gestiscono il fenomeno in ogni suo aspetto, con giunte di sinistra e con quella di destra, perché altrimenti il Viminale non ha idea di cosa sia questa città”.
Occorre ricordare che, riguardo all’accoglienza dei richiedenti asilo, Prato è capofila Sai dal 2006, e ancora nel corso del 2022 Prato è tra i pochi Comuni che hanno chiesto e ottenuto l’ampliamento del Sai passando così da 80 posti a 100, utili anche per il passaggio delle persone in uscita dai Cas. I minori stranieri non accompagnati sono passati da 40 a 61 e il territorio pratese, seppur piccolo per estensione e densamente abitato, ha accolto più di altri comuni, avendo una popolazione di 200mila abitanti.
“E’ falso che non abbiamo voluto Cas minori, perché è competenza del ministero e c’è una procedura aperta proprio in questo momento per l’individuazione di un Cas minori gestito dalla prefettura. Il punto è che dopo il decreto Cutro le collaborazioni e i passaggi da Cas a Sai è diventato più complicato, dividendo in due il sistema di accoglienza e perdendo il valore dell’integrazione tra le strutture gestite dallo Stato e quelle gestite dai Comuni”, ha spiegato Biffoni.
“Ed è vero – conclude -che ci siamo sempre opposti ai centri di grandi dimensioni e continueremo a farlo, perché riteniamo l’accoglienza diffusa l’unica strada percorribile sia per rispetto per chi arriva sia per il rispetto anche dei territori che accolgono. Solo nelle piccole strutture la collaborazione tra Governo nazionale, enti locali, terzo settore e beneficiari diventa efficace ed efficiente”.
Sulla questione interviene l’on. Erica Mazzetti di Forza Italia: “La polemica portata avanti da alcuni amministratori contro il governo è sterile. Per fare il bene del proprio territorio bisogna lavorare insieme al governo e non contro per partito preso. So che alcuni di loro non si rassegnano ancora all’idea di un governo di Centrodestra ma, per il bene di tutti, devono imparare a collaborare, soprattutto su un tema centrale come l’immigrazione. Da parte nostra, e mia, mai mancherà il supporto a chi ricopre un ruolo così decisivo per i territori, purché ci sia collaborazione e non inutile ostruzionismo”.