Firenze – Saranno l’Arabia Saudita, dove il cinema è bandito dal 1972, e il Bahrein, con i suoi giovani registi e i suoi sapori, i protagonisti della quarta giornata de Middle East Now domani, venerdì 8 aprile al cinema Odeon. Alle 20. 45, in anteprima italiana “Barakah meets Barakah”, la prima commedia romantica mai girata sul territorio Saudita, recentemente applaudita alla Berlinale, che racconta una stravagante storia d’amore ambientata a Jedda.
Lui è un funzionario comunale di umili origini, lei è la rampolla di una ricca famiglia e reginetta su Instagram, che cerca di attirare clienti nella boutique trendy di sua madre. In quello che probabilmente è l’ambiente più ostile per due innamorati, i protagonisti dimostreranno un’ingenuità sconvolgente nell’aggirare le imposizioni della tradizione e la polizia religiosa, complici un’eccentrica levatrice e un reggiseno push up. Alla proiezione saranno presenti il regista Mahmoud Sabbagh e il protagonista Hisham Fageeh, attore comico popolarissimo in Arabia Saudita, creatore del famoso video “No Woman, No Drive”, che su Youtube ha oltre 13 milioni di visualizzazioni; a presentare il film la giornalista Viviana Mazza (Corriere della Sera). In apertura, in sala sarà servita una piccola degustazione di dolci tradizionali del Bahrein (inclusa nel prezzo del biglietto, evento speciale in collaborazione con Nooran Pictures), e sarà presentato il corto “Steps”, del giovane regista dal Bahrein Salman Yousif, ospite del festival.
Sempre al Bahrein, alle 15.30 all’Odeon sarà dedicato un focus pomeridiano curato da Laura Aimone. In programma quattro cortometraggi, tutti in anteprima europea, per esplorare il panorama culturale di questo piccolo ma fervente paese. Si parte con “Steps” storia di un sarto cieco, e “Fish Traps”, una vicenda di perdita e rinascita, che verranno presentati dall’autore Salman Yousif. Si continua poi con “Canary”, uno scorcio su tre vite unite da un canarino, e “The Good Omen”, sul complesso rapporto tra mondo rurale e urbano, entrambi di Mohammed Rashed Buali.
Al cinema Odeon alle 19.30 Il punto delle 19.30, l’appuntamento giornaliero con approfondimenti e dibattiti durante il quale Chiara Comito di Editoria Araba incontrerà Khaled Khalifa, una delle voci più autorevoli della narrativa araba contemporanea. Nei suoi libri ha raccontato le pratiche repressive e violente del regime siriano e la bellezza resistente del popolo della Siria. Il suo romanzo Elogio dell’odio, pubblicato in Italia da Bompiani, è stato tradotto in 8 lingue (ingresso gratuito)
Alle 18.00 alle Murate (piazza delle Murate) per la prima volta la danza contemporaneaarriva al festival con “Love-ism” la performance del giovane e talentuoso coreografo israeliano Mor Shani, in anteprima italiana. Ispirato al libro “L’arte di amare” di Erich Fromm, “Love-ism” vuole guardare più da vicino l’esperienza umana dell’intimità, sfidando la percezione. Ne risulta uno spettacolo che invita il pubblico a diventare co-autore e osservatore critico: un duetto in cui si esplora il concetto di mutualità, nel quale santità e peccato si diluiscono nella manifestazione del vero amore. A cura di Elita Cannata e con il supporto dell’Ambasciata di Israele a Roma (ingresso gratuito).
Al cinema Odeon le proiezioni partiranno alle 13.00, e i primi 20 spettatori che entreranno in sala si aggiudicheranno la Middle East Now Lunch Box, un piccolo pranzo mediorientale al sacco (ingresso con lunch box 5€, senza 3€). Si inizia con le repliche di“Talk Radio Theran” (Iran, Francia, Italia, 2015, 38’) di Mahtab Mansour, una squadra antincendio tutta al femminile in viaggio sulle strade dell’Iran, e “74” (Iran, 2016,31’) di Sattar Chamani Gol, il ritratto di una donna curda sopravvissuta alle violente offensive dell’Isis nei confronti del suo popolo. Alle 16.30, dopo il focus sul Bahrein, si continua con “Roshmia”(Palestina, Qatar, Libano, Uae, Siria, 2015, 70’) di Salim Abu Jabal, la storia di due anziani la cui casa viene improvvisamente espropriata dalla municipalità di Haifa per costruire una strada, anticipato dal cortometraggio “Gift of my father” (Iraq, 2015, 6’) di Salam Salman, sui traumi legati alla guerra.
Alle 18.00, la Siria sarà sul grande schermo con l’anteprima del documentario “District Zero” (Siria, Spagna, 2015, 65’) di Pablo Iraburu, Jorge Fernández Mayoral e Pablo Tosco, girato nel campo di profughi di Zaatari, sulla vita quotidiana che ruota attorno a un negozio di telefoni cellulari. Il film è prodotto col contributo di Oxfam Italia e Commisione Europea, e sarà introdotto al pubblico dal giornalista e collaboratore Oxfam Umberto De Giovanni e dal direttore generale di Oxfam Italia Roberto Barbieri. In apertura, il corto “9 Days” (Siria, Olanda, 2015, 13’) di Issa Touma, Thomas Vroege e Floor van der Meulen, la rivolta siriana ad Aleppo raccontata mantenendo per nove giorni una macchina fotografica di fronte a una finestra.
La giornata si concluderà alle 22.30 con la presentazione di “Journey to the sun” (Turchia, Olanda, Germania, 1999, 104’), il film che ha imposto sulla scena internazionale la regista Yesim Ustaoglu, e il primo ad affrontare la questione curda in Turchia. Mehmet, un giovane turco di recente emigrato dal villaggio di Tire, trova lavoro come riparatore di perdite d’acqua nei sotterranei di Istanbul. Per una strana serie di eventi viene scambiato per curdo, imprigionato e brutalmente picchiato. Quando il suo amico curdo Berzan viene ucciso in una protesta, Mehmet si mette in cammino per riportare il corpo al suo villaggio natale, vicino al confine iracheno, e scopre perché così tanti curdi sono rifugiati. La proiezione sarà alla presenza dell’autrice, introdotta dal critico cinematografico Firat Yucel.