Firenze – Sono state le numerose segnalazioni degli utenti con le relative azioni di tutela intraprese dagli sportelli territoriali, che Federconsumatori Toscana ha deciso di tracciare una vera e propria “mappa delle problematiche” nei settori dell’auto di seconda mano, evidenziando pratiche che compromettono il diritto alla mobilità, la sicurezza stradale e il bilancio delle famiglie.
I risultati
Nel primo semestre 2026, sono stati 293 le pratiche esperite dall’ufficio legale di Federconsumatori Toscana: Città Metropolitana di Firenze 85; Pisa 38; Livorno 32; Arezzo 28; Lucca 25; Pistoia 22; Prato 20; Siena 18; Grosseto 15; Massa-Carrara 10.
Sono emerse inoltre alcune criticità comuni particolarmente diffuse. Quella più frequente è l’elusione della Garanzia Legale sull’Usato. In sintesi, come spiegano da Federconsumatori, i venditori professionali continuano a scaricare indebitamente sui consumatori le spese di riparazione per vizi occulti (fino al 50% dei costi), negando la Garanzia Legale di Conformità con pretesti formali, certificati mai consegnati o rifiutando di coprire le spese di trasporto dei veicoli in panne. Un altro snodo critico è rappresentato da auto nuove che tuttavia presentano difetti di fabbrica e ricambi introvabili. In altre parole, questi casi riguardano veicoli di recente immatricolazione affetti da guasti elettrici e meccanici mai risolti. Gravissima l’omessa notifica delle campagne ufficiali di richiamo (con conseguente distruzione dei motori) e l’impossibilità di reperire pezzi di ricambio per cambi di assetto societario dei marchi.
Un altro grande problema è rappresentato da finanziamenti opachi e polizze “fantasma”. Ci significa che, in fase di stipula, vengono spesse inserite coperture assicurative opzionali non richieste, senza informativa precontrattuale e con costi omessi dall’ordine d’acquisto. Per non parlare degli addebiti selvaggi nel noleggio, che riguardano le contestazioni per prelievi arbitrari sulla carta di credito a distanza di settimane dal check-out regolare, oltre alla richiesta di penali per lievi ammaccature prive di perizia fotografica contestuale.
Inoltre, è molto grave l’emersione di problemi che riguardano la sicurezza, ovvero cedimenti strutturali di componenti come cerchioni, piastre di sterzo e così via, magari nel corso di frenate d’emergenza, e i fermi amministrativi , vale a dire episodi di veicoli usati venduti con fermi amministrativi pregressi dei vecchi proprietari.
“Federconsumatori Toscana – è l’appello dell’associazione – invita tutti i cittadini a non subire passivamente tali pratiche vessatorie. L’associazione ricorda che, ai sensi del Codice del Consumo (D.Lgs. 206/2005), il venditore è obbligato per legge al ripristino totalmente gratuito dei vizi di conformità, alla risoluzione del contratto con rimborso integrale in caso di inadempimento, nonché al risarcimento di tutti i danni patiti dall’utente”.
Dietro i numeri delle contestazioni economiche, che oscillano da piccoli addebiti di 150 euro fino a richieste di riparazione per oltre 5.700 euro e contratti da 22.000 euro congelati, emergono storie emblematiche di disservizi e diritti negati.
Ed ecco alcune delle storie che mettono il punto sul fatto che spesso il cittadino ritiene di non avere vie d’uscita. Si parte con uno del casi più paradossali che l’associazione si è ritrovata a gestire, quello di un uomo appena divenuto padre che è proprietario di un’auto bloccata dall’allarme di sicurezza sul cruscotto: “STOP – Guasto motore elettrico – Pericolo”. Nonostante il difetto fosse riconducibile alla campagna di richiamo ufficiale della casa madre, le officine hanno prospettato almeno 30 giorni di attesa solo per fare la diagnosi. Il risultato? Il neo-papà si è ritrovato costretto a spostare la bimba neonata sui mezzi pubblici tra mille difficoltà, continuando a pagare 300 euro al mese di finanziamento per un’auto ferma.
M c’è anche chi ha vissuto una vera e propria odissea con la sua auto acquistata a Firenze: il veicolo, si legge nella nota, è finito in officina per oltre 15 volte a causa di spie guasto motore, allarmi olio e blocchi dell’avviamento. Tra le anomalie più bizzarre segnalate nelle perizie: inserendo l’indicatore di direzione a sinistra, nel quadro comandi iniziava a lampeggiare la spia di destra e dal cruscotto si sentiva un sinistro rumore di “frittura” elettrica. Nel novero, anche le vacanze sfumate di una signora che ha acquistato un’auto nuova per poi doverla abbandonare nel piazzale sotto il sole estivo, rinunciando a partire con la propria famiglia a causa di un sinistro rumore allo sterzo di cui, dopo oltre un mese in officina, nessuno è riuscito a venire a capo; o l’auto usata che, dopo essere stata acquistata, è rimasta a secco d’olio, o quello di una persona che, dopo aver acquistato un’auto con un leasing di 22mila euro, ha scoperto che non potrà mai ripararla perché i pezzi di ricambio diventati introvabili a causa dei passaggi di assetto societario tra le ditte costruttrici.
“Questi dati e queste storie dimostrano che non ci troviamo di fronte a semplici contrattempi, ma a veri e propri soprusi che minano la tranquillità economica ed emotiva dei cittadini. La garanzia legale è una tutela inderogabile e gratuita: invitiamo tutti gli automobilisti a rivolgersi ai nostri sportelli territoriali per far valere i propri diritti”, dice Laura Grandi, presidente Federconsumatori Toscana. La consulente di Federconsumatori Toscana, l’avv. Maria Tamma precisa che “le tutele ci sono, ma spesso restano sulla carta. Ad esempio, chi acquista un’auto nuova con un vizio di fabbrica, o un’auto usata con difetti occulti non dichiarati al momento della vendita, gode della garanzia legale di conformità prevista dal Codice del Consumo. Il venditore risponde dei difetti che si manifestano entro due anni dalla consegna per i beni nuovi (termine che, per l’usato, può essere ridotto contrattualmente fino a un anno, ma solo con clausola espressa e specificamente sottoscritta). Il consumatore ha diritto, nell’ordine, a riparazione o sostituzione gratuita e, se queste non sono possibili o congrue, a riduzione del prezzo o risoluzione del contratto. Nella pratica, però, questa tutela si scontra con diverse difficoltà. Di fronte a queste situazioni è opportuno formalizzare per iscritto la denuncia del vizio nei termini di legge, conservare ogni documentazione tecnica e attestazione di spesa e valutare, tramite consulenti, la possibilità di contestare sia il contratto di vendita sia, se collegato, quello di finanziamento”.