Sono migliaia i posti di lavoro a rischio tra le aziende che gestiscono le mense di enti pubblici e privati nel Comune di Firenze e non solo. Per protestare contro l’ennesima storia di precarietà si sono radunati in centinaia stamane, dinanzi ala sede della Prefettura in Via Cavour. Per lo più donne, in maggioranza con contratti part-time, gli addetti al servizio mensa delle varie realtà cittadine, dalle scuole agli ospedali fino alle grandi aziende come Nuovo Pignone, Telecom, Enel, hanno protestato contro il mancato rinnovo del Contratto nazionale collettivo del comparto turismo e ristorazione, che scade il prossimo 30 aprile, applicato a tutti gli addetti delle mense in appalto. «L’associazione datoriale Angem ha disdettato la clausola sociale del contratto, che prevede il diritto a mantenere il posto di lavoro nel passaggio da un appalto all’altro e l’obbligo, per l’azienda che subentra nell’appalto, di conservare i contratti senza modificare stipendio e orario – ha spiegato il sindacalista della Cgil Matteo Magi – Questa norma è l’architrave su cui poggia tutto il contratto. E poiché la disdetta del contratto è già operativa, negli appalti in scadenza i lavoratori non hanno la certezza di conservare il proprio lavoro con l’azienda vincitrice della nuova gara o rischiano di subire pesanti riduzioni di salario e di orario». Uno dei primi appalti a scadere sarà, a Giugno, quello delle mense scolastiche del Comune di Firenze. E gli addetti sperano che nel nuovo bando il Comune inserisca la clausola sociale. Intanto il vice Prefetto ha ricevuto delegati di Cgil e Uil (la Cisl non ha aderito al presidio) e assicurato un suo interessamento alla vertenza nazionale.