
La discesa di Mike Piazza in qualità di nuovo proprietario, come si sa, fa sognare i tifosi granata. A tal punto che, nonostante la squadra si dibatta ancora nel pantano della serie C, c’è già chi favoleggia di un ritorno in A e, più concretamente, di una “reconquista”, totale o parziale di quello stadio di Reggio Emilia oggi di proprietà del Sassuolo calcio e non a caso chiamato Mapei Stadium, dal nome dell’azienda di patron Sergio Squinzi.
Per ora la Reggiana è costretta a chiedere permesso in casa ed a pagare l’affitto quando gioca in casa. Ma la volontà popolare di tornare grandi è palpabile; e giovedì pomeriggio/sera, in occasione della partita di ritorno di Europa League tra il Sassuolo ed il Lucerna (andata 1-1), i tifosi granata, o meglio una parte di essi, daranno vita ad un altro corteo “per la nostra storia, le nostre radici, il nostro orgoglio”. Vogliono fare sapere a quelli del Sassuolo, che giocano in Europa, che ci sono anche loro, e decisi a riprendersi, seppur solo simbolicamente, il “loro” stadio. Ironico il finale di comunicato: “noi che continuiamo imperterriti ad andare controcorrente tifando una squadra che ci fa mangiare m…da decenni, mentre da tre anni in città è arrivato un signore che vende cioccolato”.
La manifestazione non è gradita affatto dalla società granata ma le polemiche sembrano solo all’inizio dopo una partenza piuttosto accesa dopo la prima di Coppa Italia, teoricamente tra le mura amiche, e invece costretti ad emigrare a Salò perché lo Stadium non era ancora pronto.
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