ManifestA a Firenze: “Aggregatore a Sinistra per dare voce al Paese reale”

Firenze – Obiettivo, portare in Parlamento temi che di solito cadono nel vuoto prima di raggiungere il dibattito politico istituzionale; inoltre, costituire una sorta di “aggregatore” per tutte quelle sigle, movimenti, associazioni che pur operando sul territorio accusano un vuoto di rappresentanza in Parlamento, ovvero nel luogo in cui la politica diventa legge e azione di governo. Due temi strettamente intrecciati fra di loro e interconnessi con i territori, dove le ricadute delle criticità del sistema economico, valoriale, sociale diventano problemi quotidiani e comuni delle persone. Potrebbe essere questo, il movente e la spinta che hanno incentivato le 4 parlamentari del M5S a costituire la nuova componente parlamentare ManifestA, che vede l’appoggio di Potere al Popolo, Rifondazione Comunista e che dialoga con molti altri soggetti (movimenti, associazioni e gruppi)  della cosiddetta Sinistra-Sinistra.

Il casus belli nasce dalla volontà delle 4 parlamentari (in realtà tre, la quarta era già uscita dal M5S) di votare conro il governo Draghi. Inparticolare, forte opposizine alla decisione di inviare armi all’Ucraina. “Un modo, per noi, assolutamente sbagliato di porre la questione – dicono Yana Ehm e Simona Suriano – non si può cercare la pace inviando armi per la guerra”. Un paradosso gravissimo, secono le due parlamentari. Uno dei prodotti avvelenati del vuoto di rappresentanza in cui cadono le istanze avanzate dalla società italiana da un lato, ma anche la non volontà di fare i conti con un pensiero complesso da parte della politica istituzionale italiana. Insomma, la continua dicotomia cui si cerca di abituare il Paese, la divisione fra buoni e cattivi, angeli e demoni che semplifica la visione fino a fare sparire le vere componenti del problema, secondo il pensiero della Sinistra rappresentata dal nuovo “aggregatore”, sono le modalità con cui spariscono le istanze (complesse) di una società in trasformazione. In primis, le istanze della classe media ormai stritolata dal neoliberismo, per non parlare dei ceti popolari che, finiti negli ingranaggi del lavoro povero (quando c’è), precario, senza tutele, capace di alimentare solo individualismi e la filosofia dello “speriamo che io me la cavo”, non riescono a ritrovare unità di intenti e battaglie comuni. Conseguenza, quest’ultima, anche di una generale svalutazione del lavoro e della sua necessità. Le 4 parlamentari fondatrici di ManifestA sono, oltre a Yana Ehm e Simona Suriano, Doriana Sarli e la portavoce alla Camera Silvia Benedetti. 

La nuova componente parlamentare è stata presentata stamattina a Firenze da Simona Suriano e Yana Ehm, insieme a Dmitrij Palagi e Antonella Bundu (consigliere/a comunali di Sinistra Progetto Comune), Francesca Conti (portavoce di Potere al Popolo Firenze), Lorenzo Palandri (segretario Rifondazione Comunista Firenze), Enrico Carpini (consigliere Città Metropolitana Firenze), Lorenzo Ballerini (Campi a Sinistra).

Parte dall’esperienza fiorentina di Sinistra Progetto Comune, il consigliere comunale Dmitrij Palagi nella sua introduzione, ricordando al contempo che l’esempio di Spc è uno dei pochi che presenta un fronte unitario davanti alla frammentazione della Sinistra. “Una coalizone che al suo interno non ha solo Rifondazione e Potere al Popolo, ma anche Sinistra Italiana, Possibile, Firenze Città Aperta, Art. 1, associazioni e movimenti. Per il nostro gruppo comunale la nascita di questa componente prlamentare è una buona notizia, l’assemblea pubblica che si terrà domani con la presenza anche di Luigi De Magistris è un’ulteriore passo in avanti. Dagli appalti alle delocalizzazioni prima fra tutte quella simbolo della GKN, all’emergenza abitativa e del lavoro, sono tante le tematiche che tocchiamo in consiglio comunale anche a valenza nazionale”.

“ManifestA nasce dall’idea di 4 deputate espulse dal M5S per non avere sostenuto il governo Draghi – spiega Simona Suriano – da circa un anno lavoriamo su temi che ci trovano in sintonia  e quindi abbiamo voluto dar vita a una componente, con i simboli appunto di Potere al Popolo e Rifondazione Comunista che ci sostengono, che sia di stimolo alla riaggregazione per quel mondo della sinistra alternativa che a nostro avviso non è rappresenta in Parlamento. Ad ora, quando si parla di sinistra, in Parlamento assistiamo a quella che è una finta sinistra, a mio avviso, che spinge versola guerra, una sinistra guerrafondaia che non rappresenta assolutmente i valori della sinistra”. MnifestA, secondo quanto spiega Suriano, “non vuole essere un nuovo partito, nè un nuovo movimento, ma un aggregatore delle istanze territoriali che, in particolare in Toscana, si presentano unite. il nostro obiettivo è quello di unire tutte queste istanze che si riconoscono nei nostri valori e, senza presentarci come partito, iniziare un percorso di unità”.

Un’unità che si faccia portavoce di quelle problematiche che  “non arrivano mai sui tavoli parlamentari nella loro intera, drammatica urgenza”.

“Le piazze sono piene di gente che manifesta, di malcontento, di disagio sociale – ricorda Suriani – ma tutto ciò non è nè percepito nè recepito da questo governo, che va avanti appoggiato dalla maggioranza che copre tutto l’arco parlamentare. Abbiamo ritenuto che fosse nostro dovere rappresentare questo diasagio esterno al Parlamento, e quindi ci poniamo al servizio della popolazione che in questo momento non trova sufficentemente voce dentro al Parlamento”.

Bisogno di ascoltare e di dare ai cittadini la possibilità di parlare e di farsi ascoltare, per costruire insieme delle soluzioni concrete. “ManifestA, a partire dal nome – dice Yana Ehm, eletta in Toscana – è un appello ad alzare la testa, a reagire, a manifestare i propri bisogni, ma vuole essere anche un modo per partecipare alla costruzione di un modello più giusto e più equo della nostra società. Un tema di cui si dibatte molto in questi giorni, è la guerra in Ucraina. ci siamo opposte fermamente all’invio di armi letali in Ucraina perché apporta necessariamente più rovina, più distruzione e un arco di guerra temporalmente più lunga. ci siamo battuti fermamente invece per la pace, perla sluzione diplomatica che, per quanto complessa, è la sola soluzione duratura. l’invio degli aiuti militari e di armi letali è stato sostenuto dal Parlamento quasi all’unanimità. Chiamare poi nelle piazze per le iniziative per la pace è secondo noi un tteggiamento di vile ipocrisia”. Dunque, tema della pace, ma anche delle delocalizzazioni, con la GKN già esempio di scuola, per condivisione col territorio e capacità di trattativa. La parlamentare ricorda anche il disegno di legge “costruito con gli operai e non sopra gli operai”, il famoso disegno di legge sulle delocalizzazioni che chiama in causa le istituzioni e alcune sanzioni importanti contro le multinazionali che fanno il “giochetto” di impiantare un sistema tranne poi svuotarlo (magari avendo anche ricevuto finanzimaenti dagli enti statali o locali) inseguendo iniqui costi del lavoro in altre parti del mondo. Un emendamento proposto alla legge di bilancio a dicembre, naufragò immediatamente, ma, dice Ehm, “il disegno di legge è depositato (l’hanno già firmata oltre 30 deputati, mentre al Senato è stata presentato dal senatore di Pap Matteo Mantero). Dunque, ancora potrebbe essere il centro di un’importante battaglia sul lavoro”.

Se questo è il punto e il senso, cosa cambia per i territori il fatto che ci sia una componente parlamentare di uesto tipo? Un rafforzamento senz’altro rispondono le parlamentar, dovute al fatto di parire una via diretta per rappresentaare quelle problematiche che ad ora non hanno voce o asilo sui tavoli della politica di governo e parlamentare. Una forte connotazione di risposta concreta ia bisogni espressi dai territori, che poi sono i bisogni di tutti i giorni “spariti dai tavoli che conanto”. Insomma, rappresentare “come vive l’altra metà”, spiega Francesca Conti, portavoce fiorentina di Potere al Popolo in riferimento a una famosa inchiesta fotografica della New York degli anni ’20. “Oltre ad avere speranza che le lotte che sosteniamo spinti dalle esigenze concrete delle persone – conclude il consigliere Palagi – giunga sui tvoli del Parlamento”.  Infine, all’inevitabile domanda di quale veste potrebbe prendere l'”aggregatore” ManifestA alla scadenza elettorale del 2023, la risposta è: “Il primo step è quello di raccogliere forze, istanze, necessità e bisogni della società”. Il percorso è in itinere.

Intanto domani, 19 marzo, subito il secondo step fiorentino: assemblea pubblica, dalle 10 alle 13, alla casa del popolo di Rifredi.

 

 

 

 

 

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