Roma – Il manoscritto dell’Infinito di Giacomo Leopardi che la casa d’aste Minerva aveva messo in vendita oggi farà con ogni probabilità ritorno nelle Marche. Il proprietario del cimelio che aveva attirato nella sala delle vendite a Palazzo Odescalchi una numerosa folla di ammiratori del grande poeta ha infatti accolto la richiesta della regione Marche di avviare la settimana prossima le trattative per l’acquisto del prezioso lotto 388. Lo ha annunciato l’Auction Manager Fabio Massimo Bertoli. Stimato attorno ai 150.000 euro, questo originale dell’Infinito – probabilmente una copia di lavoro stesa dal poeta attorno al 1822 – aveva attirato nei giorni scorsi nella sede della casa d’aste quella che Bertoli ha definito ‘una processione laica di appassionati di Leopardi”.
E’ il terzo manoscritto dell’Infinito di cui si è ora a conoscenza. Secondo gli studiosi il poeta l’aveva redatta poco prima del suo viaggio a Roma come “copia di sicurezza” nel caso fosse andato perso il quaderno degli “Idilli” che intendeva portare nella capitale. E’ il terzo “Infinito” scritto dal poeta. Gli altri due manoscritti sono conservati alla Biblioteca Nazionale di Napoli e a Museo Civico Diocesano e dei Manoscritti di Giacomo Leopardi di Visso, in provincia di Macerata.
Del manoscritto proposto da Minerva Auctions se ne ignorava l’esistenza da anni. Secondo l’accurata expertise condotta dall’equipe diretta da Marcello Andria, curatore delle carte leopardiane della Nazionale di Napoli, non vi è dubbio che Leopardi abbia scritto di suo pugno questa copia dell’Infinito. Grafia, carta e inchiostro ne confermano l’autenticità.