Firenze – Uno dei motti di una antimafia moderna dovrebbe essere quello, coniato nel 1999 tra l’altro da Antonino Caponnetto, “Uniti nella diversità contro la mafia”. Ossia persone diverse in politica e socialmente che combattono unite.
Questo motto era stato lanciato perché la mafia è trasversale e pertanto lo deve essere pure chi la combatte. Il pool di Caponnetto tra l’altro ne era espressione di tale motto con anni di anticipo. I componenti coprivano tutti i colori dell’arco costituzionale del tempo, ma contro la mafia non scherzavano e le differenze culturali e politiche non contavano.
Oggi purtroppo abbiamo avuto un 23 maggio pieno di polemiche, in cui sono volati cenci. Vecchio detto Toscano che andrebbe ristudiato. I cenci volano ed i più disgraziati ci rimettono. Ecco, la lotta alla mafia ci rimette. Ebbene si smetta di farli volare che la mafia ci guadagna. Vedere nomi prestigiosi polemizzare mezzo stampa è inutile e doloroso e porta ad un conflitto a somma zero con la mafia che gongola.
Al contrario bisogna concentrarsi su ciò che serve, e su questo bisogna essere intransigenti, ossia sul mantenimento della normativa antimafia, sulla difesa del 41bis e dell’ergastolo ostativo, sul rafforzamento della informativa e della interdittiva antimafia. Queste cose chiederò alla nuova commissione antimafia appena insediata. Con forza ma senza polemiche, queste alla fine fanno il gioco dei mafiosi.
Mafia, Calleri (Fondazione Caponnetto): “Intransigenti ma uniti”
Mafia e antimafia