L’onorificenza al “nazista” Navalny e l’eterno vizio reggiano della rivoluzione con le terga degli altri

Il Pd bolognese che plaude al coraggio dei russi che partecipano alle esequie di Navalny, è lo stesso di quello reggiano, dove nessuno batte ciglio se gli alleati di coalizione scrivono che Navalny era un “razzista”, o è un’altra roba? Qui si spiega la vecchia sindrome locale del pugno ben chiuso a sinistra e degli interessi ben piazzati a destra. Con la distrazione di massa del web complottardo e qualche parallelismo con l’Europa degli anni ’30

Sul dittatore Putin ed il martire Navalny la qui presente testata ha già detto quasi tutto. E’ il quasi che ci frega. L’estensore dell’articolo infatti, per motivi di lavoro tv, sabato 3 marzo si è trovato in quel di Argelato (provincia di Bologna) per l’apertura della campagna elettorale della già sindaca Claudia Muzic, una delle amministratrici Pd più giovani ed apprezzate (per certi versi amate dalla gente, l’abbiamo constatato de visu) dell’ultima generazione. Eravamo alla “Casa del Popolo” di Funo di Argelato (Casa del Popolo dunque, non un’enclave di Ss); la Muzic, sedeva tra il governatore regionale Stefano Bonaccini, che è pure presidente del Pd, la sindaca di Castel Maggiore Belinda Gottardi, naturalmente Pd e Luigi Tosiani, segretario regionale dello stesso partito. Tra il discreto pubblico, c’era pure l’on.Andrea De Maria, già segretario dell’ufficio di Presidenza alla Camera dei Deputati sempre per il Pd. Ad occhio e croce dunque, un clima politico piuttosto differente per usare un eufemismo, sempre rispetto al nazionalsocialismo di cui sopra.

Bombardamento russo su Odessa, 2 marzo scorso

Orbene, sapete com’è iniziata la seduta pubblica bolognese, teoricamente incentrata sui problemi locali? Con un commovente (per molti dei presenti e per il vostro attempato cronista) elogio degli “eroi russi che hanno preso parte ai funerali del martire della libertà Navalny contro la tirannia di Putin”. E giù tutto il discreto pubblico ad applaudire spellandosi le mani, Bonaccini e gli altri amministratori Pd in primis. Ohibò mi son detto: ma questi qua del Pd di Argelato, anzi del Pd bolognese, o meglio del Pd regionale emiliano-romagnolo, sono gli stessi del Pd reggiano e dei suoi alleati di centrosinistra? Sì perché i funerali del martire Navalny (eroe socratico per certi versi, come il grande filosofo dell’antichità, caposaldo dei valori occidentali, ha scelto la morte volontaria come atto simbolico di libertà contro l’ingiustizia), sono stati totalmente ignorati dai social della sinistra reggiana tutta, da quella moderata a quella che da noi gode di ampia fortuna, ovvero quella rossobruna, fatta eccezione per Algo Ferrari, sociologo che nella sinistra reggiana figura come una sorta di Panda (non l’autovettura). Bersagliato però a sua volta, il Ferrari, dai refrain sul “Navalny nazista”. D’altronde altri “autorevoli” commentatori reggiani hanno dipinto la vedova di Navalny come una sorta di fanatica guerrafondaia. Altri politici reggiani di estrema sinistra hanno pubblicamente definito Navalny sui loro social, quale “razzista e nazista”. Gli uni e gli altri lanciano dunque il messaggio che mobilitarsi per lui (e per l’Ucraina) sia inutile, anzi sbagliato. Esattamente come dice il tiranno del Cremlino.

Il Cremlino come il Reichstag

Ovvero, tutti costoro, almeno su questo drammatico fronte, dicono le stesse cose di Putin ma si incazzano se li definisci “putiniani”. Va da sé che evidentemente tutta la stampa mondiale e tutti i Governi occidentali che hanno pianto Navalny o sono completamente idioti oppure, secondo questa chiassosa e tutt’altro che sparuta minoranza, stanno deliberatamente celebrando “un nazista”. Tertium non datur. Va detto che la Reggio comunista nella sua storia non ha praticamente mai fatto nulla per i dissidenti dell’Urss. Si può comunque dire che i dissidenti dell’Urss, pur nell’indifferenza reggiana di cui si diceva, godessero di maggior simpatia dei nemici di Putin. Il cui regime è totalitarismo allo stato puro. Anzi, forse la definizione più corretta (anche da noi già adottata), è quella di “nazicomunismo”, visto che Putin si richiama direttamente a Stalin aggiungendo ulteriori dosi di nazionalismo. E così, l’ebreo Zelensky è “nazista” e pure Navalny è “nazista”.

Tutto il mondo libero e democratico si augura finisca così

Ma è vero ad esempio che Putin avrebbe riscattato la Russia da un decennio di governi corrotti guidati da Eltsin e manovrati dall’Occidente? Naturalmente no, è squisita propaganda, consapevole o inconsapevole che sia, di stampo putiniano. Uno dei tanti falsi miti che lo zar di Mosca ha cercato di cucirsi addosso (come quello della rinnovata grandezza della Russia persa dopo il crollo dell’Urss). Esattamente il vaso di Pandora scoperchiato da Navalny: Putin si faceva dipingere come un uomo sobrio ed integerrimo, insensibile agli agi ed alle ricchezze. Invece Navalny aveva svelato la spaventosa corruzione e lo sfrenato lusso che circondano Putin e la sua cricca. Che appunto l’hanno fatto ammazzare in un carcere siberiano.

Alcuni filo-putiniani (consapevoli?), tra cui trumpiani, alcuni grillini, soprattutto salviniani e pure qualche schleiniano, sono impazziti per ‘sta foto del gesto affettuoso Biden-Meloni. Noi dell’ufficio NATO Reggio Est abbiamo invece apprezzato

Dovrebbe, mai come in questo caso il condizionale è d’obbligo, essere financo banale riconoscere dunque la statura eroica, proprio ai nostri fini valoriali, del dissidente russo Navalny, come quella di tanti altri partigiani della storia italiana. Macché. Nella Reggio post-sovietica, assai più permeabile alle teorie complottiste e populiste alimentate ad arte dai propagandisti professionali del Cremlino, riconoscere la nobiltà ed il coraggio di Navalny (che dal 2014 guardacaso si schierò contro la guerra all’Ucraina) diviene un gesto quasi sovversivo. La propaganda putiniana fa breccia non solo nel cuore dei tanti populisti ed estremisti di sinistra ma anche in quello di tanti militanti ex Pci. Navalny si sarebbe opposto all’invasione dell’Ucraina magari perché “democratico”? No di certo! Lo ha fatto perché “nazista”, “servo degli Usa e della Nato”! E qui il cerchio della propaganda moscovita si chiude.

Qualcuno spieghi al calendiano Claudio Guidetti, che “non ha preclusioni” sui pentastellati magari prossimi alla giunta seco, che invece il suo capo le ha eccome. Specie su questi temi giganteschi

Sono processi molto complessi, che tirano in ballo anche la trasformazione tecnica della ricezione della realtà e della sua capacità di analisi ed interpretazione. Abbiamo certo sotto gli occhi gli esempi un po’ squallidi di politici ed influencer opportunisti, ma le tendenze sono profonde ed investono tutta la società. Alcuni storici paragonano l’odierna situazione a quella degli anni ’30. Ancora alla fine di quella decade, in Europa nessuno aveva voglia di combattere Hitler, tranne la minoranza dei Conservatori inglesi guidati da Churchill. La maggioranza dei Governi simpatizzava sostanzialmente per i nazisti, che pubblicamente non parlavano del loro desiderio di sterminare gli Ebrei. Contro Hitler e le sue milizie non si erano mobilitate né le destre europee né i comunisti, addomesticati dal patto Ribbentrop-Stalin e dal fatto che considerassero i governi moderati europei e quelli nazifascisti sostanzialmente due facce della stessa medaglia, cioè il capitalismo, sempre rapace e sfruttatore per definizione. E’ stato solo grazie alla resistenza opposta a Hitler dal nazionalista e liberale Churchill, che seppe trascinare in guerra gli Usa (già allora isolazionisti), che oggi non viviamo in una linda ed ordinata società nazifascista priva di Ebrei, immigrati, socialisti, nomadi, drogati, omosessuali ecc. ecc. Gli aerei tedeschi nel 1940 facevano piovere sulle truppe francesi volantini con su scritto “non vorrete morire per il capitalista inglese Churchill?”. I francesi infatti si squagliarono pressoché senza combattere.

Qualcuno spieghi ancora al calendiano Claudio Guidetti che la posizione del suo capo su questi argomenti è netta. Dunque più attenzione social ai like che dicono l’esatto contrario

Oggi, mutatis mutandis, lo stesso messaggio, amplificato dai più o meno consapevoli filoputiniani (utili idioti nella migliore delle ipotesi anche se il risultato è lo stesso), Putin ci fa arrivare lo stesso messaggio, molto più capillare e pervasivo a causa dei social. “Non vorrete morire per quel nazista di Zelensky o per quel razzista di Navalny?”. Nessuno naturalmente vorrebbe la guerra né che venisse mai più torto un capello a nessuno. Ma la barra democratica e liberale va tenuta ben dritta se si vuole la pace. E sui nostri valori non discute. Chi lo fa, o è molto ingenuo, o molto ideologizzato o è in malafede.

Due funerali: disegno dell’artista cinese dissidente Badiucao

E’ in sostanza l’eterna sinistra radical-ricucciana, cioè rivoluzionaria ma col cu…degli altri. Nel caso internazionale specifico, è quello degli Ucraini. O quello degli Israeliani (cattivi e “genocidi” per definizione), ma anche degli sventurati Palestinesi perché chiunque non esiga l’immediato scioglimento di Hamas e la cattura dei suoi capi, reca un danno enorme alla causa stessa della Palestina. Però quando si tratta di autorizzare una nuova galleria commerciale alle Reggiane, una città della moda alle Fiere, o un altro McDonald’s a Baragalla, abbattere un bosco urbano, aumentare la tassa sui rifiuti e via dicendo, ecco che costoro ritornano d’incanto pragmatici e “riformisti”, la loro intransigenza si affievolisce o smettono di combattere le battaglie che hanno combattuto fino a ieri. E’ ancora l’antica radice cultural-ideologica da una parte della vecchia sinistra Dc, dall’altra dei seguaci di Massimo D’alema , il leader Maximo che piazzava uomini e donne nelle “merchant bank dove non si parla inglese” perché cresciuti non ad Harvard né a Stanford bensì nelle scuole e nelle sezioni di partito. Una brutta forma mentis che ogni tanto riaffiora e a volte spegne anche le migliori intenzioni di chi, nelle stesse aree politiche, vorrebbe finalmente collocare Reggio Emilia saldamente all’interno della cultura europea ed occidentale.

Propaganda putiniana sui social

Molti di coloro che sputano sul “Navalny nazista” non sarebbero degni di leccargli la suola delle scarpe. Ma così facendo lo uccidono una seconda volta. E con esso tornano ad uccidere moralmente Socrate ed i nostri antichi princìpi.

Per fortuna, qualcosa si muove perfino a Reggio. L’appello trasversale al sindaco Vecchi per la concessione a Navalny della cittadinanza onoraria è stato firmato sia dal candidato Marco Massari che dal candidato Giovanni Tarquini. C’è da augurarsi che Vecchi non ascolti nostalgici, estremisti e populisti vari e dia al martire russo il riconoscimento che merita.

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