La vis rottamandi del Rottamatore dei rottamatori, al secolo Matteo Renzi, è ai massimi storici, altro che sopitasi alla luce delle recenti esperienze che avrebbero dovuto ricondurlo a più diplomatici consigli. Il sindaco di Firenze è pronto (da sempre) a guidare coi suoi peones da rivoluzione dolce la rivolta contro il Governo delle larghe intese (ma sarebbe stato lo stesso in caso di qualsiasi premierato che non fosse il suo) e dunque all’interno del suo partito. Fallita la scalata anti-Bersani strizzando l’occhio ai berluscones, ammiccando un giorno sì e l’altro no con baffo dalemiano a parti del partito, Renzi sembra incarnare alla perfezione il modello del neodemocristianesimo, che guarda a tutti ma non ascolta nessuno. Che parla di tutto per non decidere su niente, pubblicamente ecumenico, privatamente di parte. Come è già stato detto in tempi non sospetti.
E’ davvero il nuovo che avanza, anagrafe a parte? Dopo le prime sparate e le roboanti uscite, con un frasario e un caleidoscopio di immagini pochi inclini alle polverose stanze dei partiti, ha inanellato una raffica di tentativi abortiti, di alleanze naufragate, di intenti congelati, di scalate a ritroso. Insomma, il giudizio resta sospeso. Certo è che questo politico con pulito visino toscano di grandi aspirazioni (gutturali e reali), ha già fatto proprio, da navigato professionista, tutto l’armamentario del peggior politicante. Sempre in agguato per esplodere fuoco amico, naturalmente per il bene comune.
Negli ultimi mesi il nostro ex Rottamatore, oggi Improvvisatore strategico ha rilasciato un incalcolabile numero di interviste, ha emanato, come vuole la moderna prassi mediatica, un numero imbarazzante di twitter, ha parlato ex Cathedra, anzi ex Uffizi su tutto lo scibile umano, anche nelle sue dimensioni più frivole. C’è il Renzi Fonzie, il Renzi Pelè, il Renzi chierichetto e quello scolaretto, il Renzi primo cittadino inter pares e quello ultimo inter fratres, il Renzi spiaggiato e quello nonnista, il Renzi lettiano e quello dalemiano, il Renzi berlusconiano e quello vendoliano. Passato e futuro ma senza presente. Sì, è pronto a governare