Legacoop in polemica con il Movimento 5 Stelle dopo l’esplosione dello scandalo che ha portato all’arresto di alcuni dirigenti della Cpl Concordia. Il presidente nazionale delle coop, Mauro Lusetti, annuncia infatti di aver denunciato il vice presidente M5S della Camera dei Deputati Luigi Di Maio “per il cumulo di falsità e offese”.
Al centro delle polemiche alcune frasi scritte su facebook dall’esponente di spicco – nonché membro del cosiddetto direttorio – del partito di Grillo: “Per fermare l’ennesima tangentopoli italiana bisogna mettere le mani nelle cooperative” aveva sostenuto ieri Di Maio. E dopo aver incontrato i procuratori aggiunti di Napoli Alfonso D’Avino e Luigi Frunzio, stamattina il vice presidente della Camera è tornato all’attacco: “Non siamo il nuovo partito delle procure, ma siamo venuti a chiedere al Procura di Napoli di mettere sotto i riflettori i rapporti fra cooperative, criminalità organizzata e fenomeni di corruzione”.
Da qui la dura replica del presidente Lusetti: “Di Maio farnetica, lo denunciamo” avverte poche ore dopo il numero uno delle coop, convinto che l’esponente grillino “continui a farneticare su questioni che non conosce e delle quali dovrà rendere conto. Spero che almeno abbia il coraggio di non trincerarsi dietro l’immunità parlamentare”. Secondo Legacoop, “Di Maio con le sue dichiarazioni, rilasciate anche dopo l’estemporanea visita alla Procura di Napoli, offende migliaia di soci e lavoratori, offende una storia, offende una parte importante del nostro Paese per meschini calcoli politici”. La misura, secondo i cooperatori, è ormai colma: “Di Maio, anche per il suo ruolo istituzionale, dovrebbe sciacquarsi la bocca prima di parlare di noi”. Per questo, “abbiamo denunciato il signor Di Maio per il cumulo di falsità e offese”.
In questi giorni va registrata anche l’autodifesa della cooperativa modenese Cpl Concordia, coinvolta nell’inchiesta per tangenti che ha portato alle dimissioni del sindaco Pd di Ischia. “Quando si parla di ‘strategia aziendale criminale’ o di ‘corruzione elevata a sistema’ – recita una nota della coop – non si tiene conto della realtà di una storia imprenditoriale che in 116 anni ha prodotto lavoro e sviluppo per migliaia di persone in Italia e nel mondo. A conferma della coerenza e dei valori che caratterizzano il corretto operato di Cpl Concordia, la cooperativa ha sospeso dagli incarichi e revocato le cariche in Cpl e nelle società del Gruppo per le persone indagate”.
“La società CPL Concordia e i suoi 800 soci – prosegue la nota – non si riconoscono nell’immagine distorta che gli organi di informazione e parte dell’opinione pubblica stanno raffigurando. L’ex presidente Roberto Casari dallo scorso mese di gennaio 2015 non ricopre più alcuna carica né nella cooperativa né nelle società del Gruppo. Francesco Simone non è mai stato dipendente della cooperativa, né di alcuna società del gruppo e non ha mai ricoperto alcuna carica ma ha esclusivamente svolto in passato attività di consulenza. È opportuno ricordare che Cpl Concordia non è né “rossa” né “bianca”: è una cooperativa che si fonda sul lavoro di 1800 persone”.