Un invito a rimettere le cose al loro giusto posto. Ovvero i tribunali, intesi come luogo dove si esercita il diritto, servono per accertare eventuali responsabilità e non devono diventare pure e semplici macchine repressive.
Con questo appello i membri della Camera Penale di Reggio “Giulio Bigi” annunciano che il giorno del processo, la prima udienza dibattimentale, tutti i Penalisti difensori indosseranno un nastro bianco per rappresentare un presidio vigile della legalità e della presunzione di innocenza.

La presa di posizione arriva nel giorno della maxi-sfilata antimafia che ha paralizzato Reggio per tutta la mattinata. Quelli della Camera Penale di Reggio parlano di “audience delle vicende giudiziarie” e di una “lunga onda demagogica e populista…per accreditare l’immagine del più antimafioso degli altri e per attestarsi quali unici detentori di un improbabile brand antimafia”.
Insomma non si deve confondere l’accertamento delle responsabilità con lo “strumento di lotta” alla criminalità, confondendo l’imputato col reo. Pena, il minare alla base i presupposti stessi di un moderno Stato di diritto. Gli avvocati difensori denunciano il rischio che la vicenda Aemilia divenga il terreno di esercizio di ogni utilità politica ed elettorale. E che il loro ruolo nel processo venga associato alla “faccia presentabile della malavita”, quando non “manutengoli dei loro assistiti”.