Le ragioni del sì e l’ipocrisia dell’astensione

renzi_trivelleIl 17 Aprile si andrà a votare  per il referendum che chiede di abolire una norma della ultima  legge di stabilità .

In pratica si chiede se i cittadini vogliono che le concessioni alle multinazionali per estrarre idrocarburi entro le 12 miglia dalla costa debbano avere una scadenza.

Ci sono molte buone ragioni per andare a votare “SI” il 17 aprile. Tralasciando in questa sede la rilevanza del diritto/dovere del voto, secondo me a maggior ragione nei referendum, (senza nulla togliere al concetto di rappresentanza),  perché rappresenta la possibilità di intervenire a correggere provvedimenti (dei ns rappresentanti) che i cittadini giudicano non corretti.

La prima riguarda il fatto che per un bene prezioso come il gas e il petrolio, di proprietà dello stato quindi dei cittadini, sia concesso ad imprese private il permesso di estrazione(pagando una piccola quota ) fino al completo esaurimento. Oltre ad essere contrario alle regole della libera concorrenza è anche autolesionista perché una riserva di petrolio e di gas sono necessari, per diversi motivi.

La seconda riguarda il tema della transizione del sistema verso consumi a basso tenore di carbonio.

La cop 21 di Parigi ha confermato un dato chiaro, e cioè che per cogliere l’obiettivo del contenimento del riscaldamento del pianeta una parte degli idrocarburi devono rimanere sotto terra.

Un recente rapporto di Carbon Tracker, centro studi supportato dalle fondazioni Rokfeller e Bloomberg, indica come un quarto degli investimenti sia a rischio (1,8 trilioni di $) in uno scenario coerente con gli obiettivi climatici 2035 ( HYPERLINK “http://www.duegradi.it” www.duegradi.it).

Il tema vero è quanto e cosa la politica, l’economia e la finanza sono in grado e vogliono fare per affrontare con coraggio questa situazione. In questi giorni di mobilitazione si stanno programmando diverse iniziative pubbliche per cercare di spiegare le ragioni delle varie posizioni.

La cosa paradossale è che non si trovano interlocutori a sostegno per il NO! I conservatori catastrofisti (secondo cui se vincesse il si saremmo rovinati . Invece è esattamente il contrario.) preferiscono non esprimere una posizione chiara e si rifugiano nell’ipocrisia dell’astensione per fare fallire il referendum.

E’ sicuramente un buon servizio alle lobby ma non un buon servizio al paese.

 

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