Le imprese agricole toscane crescono in sostenibilità e attenzione al capitale umano

Firenze –  La seconda edizione del Rapporto AGRIcoltura100, progetto pluriennale promosso da Reale  Mutua in collaborazione con Confagricoltura e realizzato da Innovation Team del Gruppo Cerved per  valorizzare il contributo del settore al rilancio sostenibile dell’Italia, porta con se’ una serie di dati lusinghieri per le imprese agricole toscane. Infatti, nell’ultimo anno, le imprese agricole regionali hanno nel complesso  consolidato la loro attenzione alla sostenibilità. E insieme alla gestione degli impatti ambientali e sociali,  molte investono sulla valorizzazione del capitale umano e la qualità dell’occupazione: tanto che il 45,6%  – quasi una su due – è impegnata a offrire rapporti di lavoro stabili e a favorire la presenza di donne e giovani  al suo interno.  

La ricerca ha indagato l’impegno ESGD (acronimo che sta per Environment – ambientale, Social – sociale, Gestione – gestione dei rischi e delle relazioni, Development – qualità dello sviluppo) delle aziende agricole del Paese nei diversi ambiti della sostenibilità, dedicando un focus specifico alla Toscana. 

Emerge così che oltre un’azienda agricola su due (51,4%) nella regione ha un livello generale di  sostenibilità alto o medio alto: un dato che mette l’agricoltura toscana sopra la stessa media nazionale  (49,1%).  

Il maggiore impegno delle aziende agricole toscane si conferma nella sostenibilità ambientale, con ad esempio  un 68,2% che concentra importanti sforzi nella gestione del rischio idrogeologico. Notevole anche l’impegno, come si legge nella nota dell’Ufficio Stampa di Cnfagricoltura,  nella sostenibilità sociale, soprattutto per quanto riguarda le iniziative a sostegno dei diritti e della  conciliazione tra vita lavorativa e familiare, dove ancora una volta le aziende locali spiccano sulla generalità di quelle italiane (44,5% contro 37%). Discorso simile per la gestione dei rischi, dove ben l’80,3% si tutela con polizze assicurative specifiche e un ulteriore 72,4% è impegnato nella valorizzazione dei rapporti  con la comunità locale (in Italia lo fa il 59,1%). 

Ma è nella qualità dello sviluppo che emergono alcuni tra i dati più interessanti. “Il 45,6% delle imprese regionali investe in un’importante qualità dell’occupazione, rispetto a una media nazionale del 35,9%. Una  quota elevata (45,9%) si è anche resa fortemente competitiva sul mercato, presidiando con efficacia i canali  distributivi e integrando attività diverse da quelle primarie”. 

Una mappa numerica che configura molto bene la correlazione fra livello di sostenibilità e comportament virtuosi: le imprese più sostenibili hanno anche  la migliore qualità dell’occupazione e alti livelli di innovazione e competitività. In altre parole, conferma la  seconda edizione del Rapporto, scaricabile dal sito www.agricoltura100.com, “investendo in sostenibilità le  imprese agricole generano un impatto positivo sull’ambiente e la società e insieme rafforzano il proprio  business”. 

La seconda edizione di AGRIcoltura100 ha visto la partecipazione di 2.162 imprese agricole italiane in tutto il Paese, + 16,9% rispetto  alle 1.800 dello scorso anno. Il modello di scoring ha elaborato i dati di 234 variabili attribuendo a ogni azienda un punteggio su scala da  0 a 100, l’Indice AGRIcoltura100, che misura il livello generale di sostenibilità dell’impresa.

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