Musica maestro!

Ufficiale: l’Istituto Superiore Musicale di Reggio Emilia e Castelnovo ne’ Monti “Achille Peri – Claudio Merulo” è diventato statale

È ufficiale: l’Istituto Superiore Musicale di Reggio Emilia e Castelnovo ne’ Monti “Achille Peri – Claudio Merulo” è diventato statale. Il Ministero dell’Università e della Ricerca ha infatti approvato, in data 19 gennaio, la statizzazione dell’Istituto in seguito ad un percorso avviato ormai nel 2019 con Decreto interministeriale. È così che i corsi di alta formazione Afam della scuola Reggiana entrano nel novero dei conservatori statali italiani. Afam è l’acronimo di Alta Formazione Artistica e Musicale e comprende tutte le istituzioni artistiche e musicali riconosciute dal Miur, il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Questi titoli hanno valore legale equiparato ai titoli universitari.
È un riconoscimento storico per l’Istituto musicale, risultato di un lavoro costante e impeccabile incrementato di anno di in anno. Sono 36 i maestri insegnanti con titolo di docenza universitaria connessi all’ambito Alta Formazione Artistica e Musicale, ossia i Corsi propedeutici Afam e i successivi Trienni e Bienni accademici che rilasciano lauree di primo livello e di specializzazione equipollenti alle lauree universitarie, portando così il settore formativo in capo al Ministero dell’Università e della Ricerca in virtù delle sue caratteristiche di scuola rivolta a tutte le età, dai giovanissimi ai laureandi.
Questa nuova valorizzazione dei progetti formativi e di educazione musicale legati al territorio è merito del contributo degli Enti locali e delle risorse finanziate dagli stessi.

La Commissione giudicante ha vagliato i parametri di carattere amministrativo e di sostenibilità economico-finanziaria, didattica, infrastrutturale, di dotazione strumentale, numero di iscritti, tasso qualitativo delle attività formative, produttive e di ricerca espresse dall’Istituto, considerando anche aspetti come il suo radicamento nel territorio, relazione e collaborazione con le realtà istituzionali e di formazione, ritenendolo idoneo per il passaggio formale sotto lo Stato come entità giuridica.
Un risultato, questo, che suggella una storia artistico-culturale prestigiosa per la città, dagli albori della Scuola civica di musica aperta in via Ludovico Ariosto nel 1826 all’Istituto musicale odierno che ha avuto nel tempo diversi cambi di sede, da via Migliorati al Ridotto del teatro Municipale, all’ex Caserma Zucchi, fino a quella attuale nei Chiostri di San Domenico. Già negli anni Settanta il Peri aveva conseguito il pareggiamento ai Conservatori di Stato fino al suo attuale accesso alla dimensione di istituzione statale per quanto attiene i corsi di Alta Formazione: passeranno quindi sotto le competenze statali i Corsi denominati Propedeutici Afam e i successivi Trienni e Bienni accademici.

Il “Peri-Merulo”, che ha assunto doppia denominazione dopo la fusione con l’Istituto musicale di Castelnovo ne’ Monti, diventando così il quasi unico assetto italiano come Conservatorio “a rete di sedi”, prevede l’inizio dell’attività didattica con la Formazione di Base a partire dai 6 anni, grazie al sostegno delle Amministrazioni locali. Anche per quanto riguarda i corsi destinati ai più giovani è una delle eccellenze riconosciute in Italia: sono storiche le esperienze negli anni Settanta sotto la direzione di Armando Gentilucci e la collaborazione con la pedagogista di fama internazionale Olivia Concha. È proprio da questa semina che è derivata l’esperienza con cui si è distinto negli ultimi 15 anni, sviluppando un proprio specifico progetto di orchestre e aderendo al Sistema nazionale delle Orchestre e Cori giovanili italiani.

“Innovazione e cambiamento rimangono le linee guida di questa città che continua ad investire per il suo futuro, migliorando in ogni ambito e specializzandosi nei suoi tratti distintivi, nonostante la difficoltà di questo periodo storico limitato dalla gestione quotidiana della pandemia – ha affermato il sindaco di Reggio Luca Vecchi durante la conferenza stampa nell’auditorium ‘Gianfranco Masini’ dell’Istituto -. Ci siamo relazionati con il Ministero durante questi tre anni di lavoro come Amministrazione e come Istituto per riuscire a raggiungere questo onorevole obiettivo. Ora l’Istituto risulta rafforzato e stabilizzato, aperto alla crescita e radicato al territorio: è la prova di questo impegno. La statizzazione rappresenta un effetto di portata storica per il Peri-Merulo, certificazione formale della validità della sua autorità, del suo patrimonio culturale, formativo, educativo e della sua capacità di intessere relazioni con il territorio, esempio di qualità della Pubblica amministrazione. Un risultato che rende fiera tutta la città”.

“Valorizzazione dei percorsi accademici, simbolo evidente di un’eccellenza del territorio e prova effettiva del lavoro svolto da questo Istituto, tanto in termini di sostenibilità economica quanto di qualità dell’offerta formativa e didattica: è questa la statizzazione del Peri-Merulo – ha continuato l’assessora a Educazione e Università del Comune di Reggio Emilia, Raffaella Curioni -. Anche la sede è oggetto di novità: nell’ambito della riqualificazione dei Chiostri di San Domenico, a cui sono state destinate risorse anche dal Pnrr, saranno creati nuovi spazi per la didattica dell’Istituto. Un percorso lungo, impegnativo e a tratti faticoso che ha portato però ad un risultato di grande soddisfazione, trovando il suo premio nella modalità tipica reggiana di saper investire nei prodotti giusti collaborando con le altre istituzioni culturali ed educative. Ne è un esempio, infatti, il progetto delle Orchestre giovanili e la collaborazione con le scuole e il Polo delle Arti”.

“Il Peri-Merulo è un risultato ottenuto dall’intera comunità, un patrimonio riservato a tutti i cittadini, un’eccellenza del territorio: non è solo Reggio Emilia a godere di questo successo ma è la provincia in toto, soprattutto per quanto riguarda il forte legame che questa realtà ha saputo realizzare e concretizzare. Il Comune capoluogo della montagna reggiana ha investito in un importante intervento di riqualificazione della sede dell’Istituto a Castelnovo Monti – ha continuato l’assessore al Bilancio del Comune di Castelnovo Monti Daniele Valentini -. Quello che presentiamo oggi è un punto di arrivo e di rilancio nel solco di una grande tradizione, per continuare a superarsi e raggiungere risultati di volta in volta migliori”.

“Sono oltre 700 gli iscritti provenienti da altri Paesi: è anche questo uno dei risultati della statizzazione – ha proseguito il direttore dell’Istituto, maestro Marco Fiorini, presentando i corsi e le attività -. Siamo onorati ed orgogliosi proprio perché, dopo il riconoscimento di Istituto ‘pareggiato’ ai Conservatori di Stato degli anni Settanta, quando era direttore il Maestro Armando Gentilucci, quello di oggi è un passaggio ancora più prestigioso per la storia del Peri. Io e l’intera Direzione siamo riconoscenti a coloro che con le proprie competenze e con dedizione hanno in questi anni contribuito a creare i presupposti di questo successo: dirigenti, docenti, allievi, il personale, oltre alle stesse Amministrazioni locali con le altre istituzioni e attori espressi dalla comunità, che sono sempre stati vicini e pronti a sostenere concretamente con risorse e sforzo di visione il ‘Peri-Merulo’. Un impegno collettivo che ha portato all’odierna statalizzazione, presupposto che offre le basi presenti per future progettualità in coerenza con quella storia illuminata e fruttuosa che fin qui ha caratterizzato l’Istituto. Un passo in avanti ma anche uno stimolo a fare meglio, nonché presupposto su cui fondare le basi per gli importanti scenari che ci aspettano da adesso, in linea con la nostra storia di eccellenza e qualità che ci contraddistingue”.

“Un passaggio che ha riconosciuto il lavoro svolto e consolidato la prestigiosità dell’attività, aprendosi ad un futuro di opportunità – ha concluso il presidente dell’Istituto Peri-Merulo, Armando Sternieri -. La Commissione ha valutato positivamente questa realtà, soprattutto per quanto riguarda la stabilità finanziaria dell’organismo. Grazie agli interventi di riqualificazione previsti ai Chiostri di San Domenico, per i quali sono già in atto valutazioni tecniche, nuovi spazi saranno resi disponibili per la didattica e per la musica d’insieme, attualmente resa complicata dal distanziamento dovuto alla pandemia. Il nostro Istituto è essenziale per le competenze della società e per le ‘infrastrutture immateriali’, come la formazione, la crescita culturale e professionale, di cui Reggio Emilia è dotata e su cui continua ad investire: un progresso destinato a crescere”.

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