Una piacevole sorpresa trovare alla presentazione di una mostra fotografica, in carne ed ossa (ancora molto belle entrambe), la modella che appare in tutte le 75 immagini a colori, 32 anni dopo in veste di co-curatrice. Si parla di A message for you, del fotografo parigino Guy Bourdin (1928-1991), al Museo Nazionale Alinari della Fotografia, che apre oggi 9 gennaio, alle 19, mostra inserita nelle manifestazioni di Pitti Uomo 83. Bourdin scelse Nicolle come sua musa alla fine dei Settanta, quando già si era affermato per i servizi di moda su Vogue francese, italiano e inglese, e dopo aver esordito nemmeno trentenne, con disegni e pitture in varie gallerie. Vale segnalare che la sua prima mostra fotografica del ‘52 portava in catalogo la presentazione di Man Ray, e che il movimento Surrealista e i suoi epigoni lo hanno evidentemente ispirato per gran parte del suo lavoro, che si espande esteticamente e concettualmente, ben oltre i limiti della fotografia di moda.
Le foto in mostra hanno una forza provocatoria che gli anni non hanno attenuato, e la sensualità esplicita di Nicolle, ancora oggi, nel nostro mondo disinibito e pregno di immagini volgari, colpisce forte, però in modo sottile ed insinuante. La sua modella preferita ha raccontato la tecnica “molto pensata e costruita” che sta dietro alle varie serie di scatti, serie montate come set cinematografici, alla cui base c’è sempre una narrazione, un’ambientazione complessa e sorprendente. Bourdin ha lavorato, tra gli altri stilisti, per Charles Jourdan, Karl Lagerfeld, Chanel, ma anche Ferré e Versace, e proprio in quel fatidico ’77 partecipa alla mostra The History of Fashion Photography, che andrà a New York e a San Francisco.
A message for you è una ricerca che raccoglie gli scatti nati dallo sguardo acuto e dalla mente immaginifica di un personaggio libero da tabù, che ha documentato anni di eccessi sia in campo sessuale che sociale. Le 75 stampe esposte provengono da Vogue France e da importanti campagne pubblicitarie, e le scene che rappresentano Nicolle nudissima o abbigliata, in altrettante situazioni, sempre diverse ma sempre ironiche, stuzzicanti e giocose, confermano la sua storia personale di uomo idealista e impegnato, che non permetteva a nessuno di interferire col suo lavoro. Era lui stesso, ad esempio, negli anni della sua collaborazione con Vogue, che decideva le immagini da pubblicare.
La mostra da Alinari è completata una una proiezione di polaroid, testi, annotazioni, negativi, una specie di biografia di Guy Bourdin, un fotografo travolgente che non vi lascerà indifferenti.
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