L’arresto di Cecilia Sala, diplomazia al lavoro, “dietrologie inutili”

Le voci sulle accuse rivolte alla giornalista italiana

La vicenda di Cecilia Sala invita alla cautela, ma è indubbio che il suo arresto avvenuto il giorno prima del rientro in Italia dall’Iran, previsto il 20 dicembre, ha allarmato il governo italiano e la diplomazia si è messa immediatamente all’opera per riportare sana e salva la giovane cronista che con un regolare visto giornalistico era lì per interviste e per realizzare alcune puntate del suo “Stories”.

Non era la prima volta che Sala si recava nel paese di Khamenei, la guida suprema dell’Iran e questa volta per conto di Chora Media. Il suo direttore la descrive “giornalista preparata e report esperta”, finita inspiegabilmente in carcere senza nessuna accusa e messa in isolamento nell’istituto penitenziaria di Evin a Teheran, luogo tristemente noto perché qui vengono rinchiusi dal regime giornalisti locali, oppositori e oppositrici accusati di aver rivendicato libertà e dignità in un paese che calpesta quotidianamente i diritti umani.

In un primo momento si era diffusa la notizia che l’arresto di Sala era la risposta del regime iraniano all’arresto in Italia,all’aeroporto di Malpensa,di un presunto terrorista,l’ingegnere svizzero-iraniano Abedini avvenuto il 16 dicembre su richiesta delle autorità statunitensi. Ma su questo il ministro Tajani si è espresso affermando. “‘era un mandato di arresto internazionale su richiesta dell’autorità giudiziaria americana ed è stato eseguito in Italia con tutte le garanzie del caso. Arresto che è stato eseguito prima di quello della giovane Cecilia Sala“. Quindi, in merito a un caso di “diplomazia degli ostaggi”, “inutile che si facciano dietrologie“.

Intanto gli USA hanno formalizzato la richiesta di estradizione di Mohammad Abedini Najafabadi. La notizia è stata data dalle agenzie di stampa, secondo le quali spetterà adesso alla Corte d’Appello di Milano valutare, in base alla documentazione arrivata dall’America, se vi siano o meno le condizioni per accogliere l’estradizione. C’è però una voce di una dissidente iraniana residente all’estero che dice:

“So che la giornalista italiana aveva pubblicato le foto attuali delle ragazze iraniane che contrariamente alla volontà del governo e la legge dello l’hijab (velo) sfidano il governo e non rispettano velo . Forse la giornalista pensava che con l’ultimo presidente iraniano, il riformista Pezeshkian, sarebbe potuto cambiare qualcosa,ma il popolo iraniano sa che cambiano i presidenti ma non cambia la ferocia di questo regime.La repubblica islamica è responsabile di tutte le guerre in Medio Oriente compreso l’attacco in territorio israeliano il 7 ottobre. Cecilia Sala è stata arrestata subito dopo l’arresto di uno dei Pasdaran (Guardiani della rivoluzione) forse per uno scambio con il prigioniero o forse per dire che “noi” siamo presenti ovunque e non potete impedire la nostra presenza o arrestarci .Questi fatti ci riportano indietro nel tempo quando in nome della religione si spargevano sangue e terrore. Come dice Reza Ciro Pahlavi la natura della repubblica islamica è così, non cambieranno mai e non potranno essere mai portatori di pace”.

Cecilia Sala aveva ricevuto lo scorso novembre il premio alla memoria di Maria Grazia Cutuli, l’inviata del Corriere della Sera uccisa nel 2001 con altri tre giornalisti stranieri per aver documentato la cacciata dei talebani dall’Afghanistan.

Negli ultimi mesi sono 200 i giornalisti morti e 141 uccisi a Gaza: pochi giorni fa, due reporter curdi hanno perso la vita mentre documentavano l’attacco turco alla diga di Tishreen nella regione del Rojava.Il mezzo sul quale viaggiavano era stato colpito da un drone turco nonostante fosse in evidenza la sigla “press”.

Ora l’obiettivo è riportare in Italia Cecilia Sala sostenendo con i fatti quel “giornalismo che vuole andare a vedere”, che va nei luoghi dove succede qualcosa e che merita di essere riportato all’attenzione dell’opinione pubblica, in nome della libertà e del diritto all’informazione, anche se ciò richiede il più delle volte un prezzo altissimo.

In foto Cecilia Sala a Piazza Pulita sulla 7

Total
0
Condivisioni
Prec.
Arresto Sala, Amnesty: “Accuse generiche rendono difficile difendersi”

Arresto Sala, Amnesty: “Accuse generiche rendono difficile difendersi”

Il commento del portavoce Riccardo Noury

Succ.
Occupazione femminile più bassa d’Europa, ma tante imprenditrici

Occupazione femminile più bassa d’Europa, ma tante imprenditrici

Nel 2023 le italiane in possesso di partita IVA ammontavano a 1,6 milioni

You May Also Like
Total
0
Condividi