Deve essere successo qualcosa nella recente visita che il segretario nazionale Cgil ha fatto nei palazzi vaticani, al cospetto del Sommo Pontefice. In quelle segrete e divine stanza, dalla fama miracolosa, anche i più recalcitranti tra i super laiconi, mollano gli ormeggi e per un tempo di indefinibile durata odono il coro degli angeli od il richiamo delle spirito.

Deve essere avvenuto così anche per Maurizio Landini, il leader del cosiddetto sindacato rosso, al secolo la Cgil, che davanti alla platea dei delegati reggiani riuniti al Valli per l’assise annuale, ha tuonato, come un rinato Savonarola: “leggete le encicliche di Papa Francesco “Laudato Sii” e “Fratelli Tutti”. Vi faranno bene. Rimarrete di sinistra ma vi apriranno la mente”.
Nelle suddette Encicliche, secondo la lettura neoesegetica landiniana, Papa Francesco non si limiterebbe ad indicare ai fedeli la necessità di una vita caritatevole ma indicherebbe ai potenti del mondo la necessità di mutare, in meglio, il modello di sviluppo.
La fulminata sulla via di Damasco avrà lasciato qualcuno un po’ perplesso? Visibilmente no anche se Landini, in preda al raptus religioso, ha rivendicato con orgoglio il fatto che il Papa abbia accettato di riceverlo su espressa richiesa della Cgil.