Altro che Stalingrado. Agli occhi dei capi del movimento 5 Stelle Parma deve ormai apparire come una specie di Atlantide: un luogo mitico del passato, ora sommerso e dimenticato. La prova? Il silenzio sull’alluvione di una settimana fa, che un paio di quartieri di Parma li ha sommersi sul serio. Basta scorrere l’home page del blog di Grillo, così come i vari siti d’informazione locali, per accorgersi che Parma è semplicemente scomparsa. Quale enorme disparità di trattamento rispetto a Genova, per la quale il leader dei grillini ha sollevato polemiche nazionali con Renzi, si è presentato con parlamentari spalatori al seguito, ha subìto contestazioni ribattendo punto su punto. Parma, solo due anni fa fiore all’occhiello del Movimento, non merita nemmeno una menzione.
I parmigiani si sono ormai fatti una ragione del grado gelido dei rapporti tra Grillo e Pizzarotti. E, per inciso, pare che nessuno ad oggi abbia perso il sonno per questo. Ma resta un sapore amaro in bocca per la distanza siderale tra i proclami di ieri e l’interesse concreto (non) dimostrato oggi. Un atteggiamento che tra l’altro fa tanto vecchia politica.
Risale a due anni fa, all’indomani della cavalcata trionfale di Pizzarotti verso piazza Garibaldi, l’ultima apparizione pubblica di Grillo in città. Un bagno di folla in piazza per dire che per accendere l’inceneritore Iren sarebbe dovuta “passare sul cadavere di Pizzarotti”. Poi, ad inceneritore acceso, furono solo post sul blog. Sempre più acidi con il sindaco, in seguito declassato a “capitan Pizza”, sempre più indifferenti – a dir poco – nei confronti di questa città di provincia un tempo idolatrata.
Negli annali resterà ad esempio la brutta battuta sui “prosciutti e formaggio alla diossina”, scritta con l’intento di screditare i promotori dell’inceneritore senza curarsi troppo degli effetti collaterali, a partire dall’imbarazzo causato a Pizzarotti. In tempi recenti abbiamo assistito al niet opposto al listone per la Provincia, che avrebbe consentito ai 5 Stelle di essere rappresentati nell’ente – spaccando il Pd, e scusate se è poco – e alla kermesse pentastellata del Circo Massimo. Dove i parmigiani sono stati trattati come figli di un dio minore, e Pizzarotti escluso dal palco (da cui sono arrivati più di trenta interventi) a vantaggio del neoeletto primo cittadino di Livorno Nogarin, nuovo sindaco “simbolo” del M5S.
Eppure, nel duro contesto dell’alluvione che ha colpito Parma i consiglieri della maggioranza a 5 stelle si sono comportati bene (al pari di vari colleghi di minoranza), lavorando a fianco dei volontari con pala e guanti per liberare dal fango case, strade e cortili invasi dal Baganza.
Non a caso, tre giorni dopo l’esondazione un malinconico consigliere pentastellato Luca Rizzelli chiosava così un tweet del deputato Alessandro Di Battista: “@ale_dibattista: “Tagliatevi gli stipendi e dateli a Genova, alla Sardegna, al Gargano” #Dibba e #Parma dove la mettiamo? #M5S @beppe_grillo”.
Appunto: Parigi val bene una messa, Strasburgo vale un’alleanza con Farage, ma Parma ormai non vale nemmeno uno straccio di post sul blog.