Ma la politica che fa? Diverse Apocalissi all’orizzonte e nessuno ch’avesse previsto alcunché. Dai nostri governanti taglianastri si pretenderebbe qualcosina in più

La domanda retorica potrebbe sapere di “populismo”, questo sì. Ma qualcuno si pone il problema del fatto che nessuno e nulla, nessun organismo od ente né tantomeno persone riescano più a prevedere alcunché dunque a mettere in campo azioni che possano evitare il baratro sociale su cui siamo affacciati? Lo chiediamo a parlamentari e ministri (dai 20 mila ai 30 mila euri mensili quelli base), a consiglieri regionali ed assessori ivi compresi amministratori (minimo 10 mila quelli più scalcagnati). Ricapitoliamo: un’inflazione mai così alta come negli ultimi 40 anni, dunque nessuno ha previsto il disastro economico interno, col costo della vita pressoché insostenibile per i 2/3 degli italiani. Una siccità (conseguente anche all’inquinamento) forse la peggiore dallo scorso millennio, dunque nessuno si è degnato di mettere in atto azioni di risparmio o raccolta idriche. sul fronte internazionale fino a ieri tutti ad omaggiare Putin per poi scoprire che la Russia è in mano ad un oligarca plutocrate terrorista, quindi nessuno o quasi che abbia azzeccato una cippa sullo scacchiere internazionale. Va bene cari governanti di vario livello, tagliate nastri a manetta con ghigni sorridenti ma al redde rationem magari i cittadini si aspettano qualcosina di più, appena appena, che morire d’inedia o regredire al dopoguerra come stile di vita

Inflazione mai così alta da 40 anni a questa parte, a giugno ha toccato quota +8%. Secondo i dati preliminari dell’Istat, inoltre, per il “carrello della spesa” – contenente i beni alimentari, quelli per la cura della persona e quelli per la cura della casa – il rincaro è ancora maggiore: +8,3%, valore record che non si toccava dall’inizio del 1986. Notizie negative anche in vista delle vacanze: crescono infatti i prezzi dei biglietti aerei (+90,4% rispetto a un anno fa) e quelli di alberghi e altri alloggi (+18,1%).

Nello scenario delineato dall’Istat si notano rincari in numerosi settori: +64,3% per i beni energetici regolamentati; +39,9% per i beni energetici non regolamentati, come i carburanti; +8,8% per i beni alimentari; +7,2% per i servizi relativi ai trasporti; +5% per i servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona. L’inflazione di fondo, al netto di beni energetici e alimentari freschi, ha fatto segnare un massimo a +3,8%, il livello più alto da agosto 1996 ad oggi, mentre l’aumento dei prezzi acquisito che si avrebbe nel 2022 nel caso ipotetico di variazioni dei prezzi nulle nel resto dell’anno è già del 6,5%.

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