E’ triste vedere come anche i potenti cerchino, disperatamente e senza soddisfazione, solo qualcuno che li ami, che li accetti per quello che sono. Pensate al dolore della povera Ministro Lorenzin. Piccola digressione: nonostante le tante proteste per la par condicio anche nel linguaggio, “Ministra” non riesce proprio a sfondare, forse per la sua assonanza alimentare. Neanche “giornalisto” è un granché, del resto. Ma tornando a noi: è molto brutto che la povera Lorenzin per un paio di affermazioni fatte pubblicamente a proposito delle materie del proprio dicastero sia così brutalmente vituperata sul Web come sta oggi accadendo. In fondo, cosa avrà mai detto di così brutto?
E’ forse per la sua uscita sugli “esami inutili”? La cosa che ai medici era vietato prescrivere determinati esami? Povera Lorenzin: in efffetti, lei non ha mai detto né inteso che ci fossero esami da non fare più. Era solo e soltanto un discorso di difesa dalla cosidetta “medicina difensiva”, quella pratica dell’era moderna per la quale i medici, piuttosto che prendersi la responsabilità per una cura inefficace – vuoi per la diagnosi sbagliata, vuoi perché non sempre le ciambelle riescono col buco, vuoi perché l’errore nella diagnosi è sempre in agguato – pigliano e prescrivono maree di esami… non vogliamo dire inutili? Diremo allora non necessari, scaricando la responsabilità della diagnosi e della cura sul sistema ospedaliero che pertanto risulta, oltre che intasato oltre ogni ragionevole possibilità di farcela, anche martellato dalle cause giudiziarie per incompetenza, negligenza e varie altre.
Denunce infondate nell’80% dei casi che imballano oltre misura anche il sistema legale e giudiziario, con enorme spreco di tempo, forze e denaro da parte dello Stato e del cittadino che quasi sempre, per ottimi ed eccellenti motivi, perde la causa. Con tutti i distinguo del caso, non era una proposta poi tanto infelice, la sua. E’ forse per la sua uscita sui vaccini, che vuole spingere crudelmente gli italiani a vaccinare i propri figli? Eh, egregia Beatrice, così non si fa. Come osa obbligare i genitori a seguire pratiche che praticamente nel 100% dei casi sono coronate da successo e in un, boh, 1 caso su centomila? Possono provocare danni al bambino? Danni che in 99 mila casi su 100.000 sono nell’ordine del rush cutaneo, contro il rischio di morire, restare paralizzati a vita o diventare scemi?
Eh, che crudeltà. Prima di osare una cosa simile, dovrebbe quantomeno confrontare le statistiche sui successi ed i rischi che corrono rispettivamente vaccinati e non vaccinati, e quelle completamente assenti basate sull’aneddotica, su singoli casi amplificati oltre ogni umana razionalità o su truffe vere e proprie a sostegno delle tesi contrarie. Ma già, lei ci dirà, novella Vulcaniana, che i molti contano più dell’uno, e che a fronte della garanzia di salute di sessanta milioni di italiani se al cugino di uno di essi si dice siano spuntati autismo, comunismo e anche speroni da gallo cedrone possiamo anche passare oltre. Eh suvvia, non si fa così. Giammai. Allora, forse è per la sua prefazione al meraviglioso e necessario libro “Elogio dell’Omeopatia”, non a caso a cura di Giovanni Gorga, del tutto imparziale in quanto Presidente di Omeoimprese?
Quella prefazione in cui Ella scrive “ (…) nel nostro Paese non esiste alcuna preclusione né ideologica né normativa verso le cure non convenzionali e in particolare nei confronti dell’omeopatia (…)”? Con tutto il rispetto per il parere incazzatissimo del Cicap, che sostiene che un Ministro della Salute non dovrebbe appoggiare, di fatto, una pratica di non cure (a prescindere da quanto possa o non possa essere sostanziosa l’eventuale polpetta per una simile quasi benedizione, s’intende), in effetti la Ministra Lorenzin non ha fatto altro che scrivere, fino a prova contraria, la verità: nel nostro Paese non c’è niente di simile. Dovrebbe esserci, ma non c’è.
E come ci potrebbe essere, quando milioni di persone preferiscono curarsi con acqua e zucchero e bicarbonato di sodio e limonata invece di sottoporsi a esami, stavolta utili, e seguire le cure del caso come si conviene? Chi è l’Onorevole Beatrice Lorenzin per mettersi di traverso nei confronti dell’omeopatia, quando alcuni civilissimi sistemi sanitari nazionali (esempio, quello britannico) si sono arresi e prevedono la copertura pubblica per la prescrizione dei placebo? Povera Ministro Lorenzin. Con questa, vogliamo farle sapere che, a prescindere da volontà di piaggeria di cui ci potrebbero tacciare e dalle sue necessità politiche, noi siamo umanamente con Lei e la sosteniamo nel momento di questa tempesta di inutili fregnacce le stanno riversando addosso, in un clima elettorale perpetuo che sa più di stadio che di opinione. Resista. Almeno fino a quando la Laurea in Medicina non sarà più necessaria e basterà avere un account Facebook per avere diritto di parlare di sanità: resista.