Final Eight 2014: Reggio Emilia vincitrice morale

I ragazzi di coach Menetti escono a testa altissima dalla Coppa Italia

Cuore, orgoglio e carattere. Nonostante le pesantissime assenze di Greg Brunner e soprattutto del leader Andrea Cinciarini, Reggio Emilia si è resa protagonista di una fantastica Final Eight e avrebbe probabilmente meritato la finale.

Sulla strada della Grissin Bon però Sassari e i cugini Travis e Drake Diener sono stati purtroppo un ostacolo troppo grande. Pur senza due dei suoi migliori giocatori, Reggio è riuscita comunque a restare in partita per tutti i 40 minuti contro la favorita Sassari, che ha poi sollevato il trofeo nell’atto conclusivo contro la solita Montepaschi Siena, a cui non bastano i continui ridimensionamenti e la partenza a stagione in corso del miglior giocatore per perdere la mentalità vincente.

reggio basketGià lo scorso anno la Reggiana basket aveva ricevuto numerosi elogi per la professionalità e la serietà con la quale aveva lavorato da neo promossa, riuscendo ad agguantare i playoff e uscendo solo dopo una combattutissima serie contro Roma persa a gara 7 nella capitale. Anche quest’anno la squadra di Menetti sembra essere sulla buona strada, non solo è stata costruita una squadra capace di giocarsela ad armi pari con tutte, ma anche di trasmettere forti emozioni al pubblico.

La pallacanestro non è fatta esclusivamente di talento e tattica, contano molto anche i sentimenti, e Reggio Emilia in queste Final Eight ha giocato con il cuore e l’orgoglio di chi non vuole essere vittima sacrificale di nessuno. Alla vigilia dei quarti di finale i pronostici pendevano tutti dalla parte di Cantù, tanto che il derby in semifinale tra la truppa di coach Sacripanti ed i padroni di casa dell’Olimpia Milano sembrava quasi scontato. Ed invece ad affrontarsi sono state Sassari e Reggio Emilia, con quest’ultima che, pur costretta ad inseguire praticamente sempre, non ha mai mollato e nel finale, grazie ad una difesa a zona che ha messo in grave difficoltà la Dinamo, è andata vicinissima al colpaccio, sventato poi da un paio di giocate clamorose dei cugini Diener.

menettiOltre al cuore e all’orgoglio, rimarranno a lungo nella memoria dei tifosi reggiani, le 2 partite eroiche di James White (25 punti contro Cantu’ e ben 32 contro Sassari), quelle romantiche di Rimantas Kaukenas, che a 35 anni ha dimostrato di poter dare ancora lezioni di pallacanestro, e soprattutto il coraggio di coach Max Menetti, che è arrivato ad un passo dalla finale dando fiducia ad un diciassettenne di grande prospettiva e ad un ventunenne praticamente sconosciuto. Parliamo di Federico Mussini e Giovanni Pini. Le prestazioni sfoderate nel weekend di coppa dai due giocatori sono la dimostrazione che se un giovane italiano è bravo, merita assolutamente di giocare, in uno sport dove molto, troppo spesso, si sceglie di scommettere sull’atletismo degli extracomunitari piuttosto che guardare in casa propria.

La Grissin Bon è tornata a casa senza trofei, ma non è assolutamente uno scandalo eleggerla vincitrice morale del torneo. La squadra di Menetti lascia Milano con la consapevolezza di aver divertito e di aver fatto emozionare non solo il fantastico pubblico reggiano, ma tutti gli appassionati della palla a spicchi. E forse questo è il risultato più importante, in un momento non particolarmente facile per il nostro secondo sport nazionale.

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