Il Movimento 5 Stelle compatto contro la riforma della governance di Iren. Il capogruppo comunale Matteo Olivieri si schiera con il sindaco di Parma Federico Pizzarotti. Il primo cittadino grillino – comunica l’agenzia Dire – riceve dalla città del tricolore un nuovo spunto per far valere le sue ragioni. Il capogruppo comunale del M5s a Reggio, Matteo Olivieri, gli ha infatti scritto una lettera, (datata 15 aprile e a cui Pizzarotti non ha ancora risposto), in cui il consigliere segnala che “ai sensi del sub-patto tra i soci ex-Enia il comitato di sub-patto (composto dai sindaci di Reggio, Parma e Piacenza) si riunisce su richiesta di un componente allorché siano previste materie rilevanti assembleari, tra cui modifiche allo statuto”.
Nella lettera Olivieri fa notare che, sempre ai sensi del sub-patto inoltre, per deliberare in merito a materie rilevanti “è necessario il 75% dei voti laddove il numero di voti è determinato in proporzione alle azioni vincolate nel patto parasociale detenute dai pattisti”. Dunque, fa presente, “poiché senza la volontà del Comune di Parma non si determinano le condizioni da sub-patto per l’accoglimento di una proposta concernente materie rilevanti assembleari, ogni iniziativa riconducibile a queste fattispecie, quali le modifiche statutarie, richiede un chiaro ed inequivocabile vaglio delle volontà chiaramente espresse in merito”. In sostanza, Pizzarotti viene invitato ufficialmente a esprimere il proprio dissenso al sindaco Graziano Delrio, cosa già avvenuta attraverso una lettera
Olivieri infatti evidenzia nella lettera come la necessità di verificare le intenzioni di Parma “riguarda prima di tutto il Comune di Reggio in quanto una eventuale violazione o inadempimento dei patti parasociali possono generare rivendicazioni di natura risarcitoria da parte di eventuali contraenti che ritengano leso l’impianto dei patti stipulati”. Al contempo, aggiunge il consigliere, “riguarda anche il Comune di Parma, che nel godimento dei diritti stabiliti nei patti ha il diritto di rivalersi nel caso di violazioni, e di essere quindi informato su ogni iniziativa che abbia ad oggetto le materie di cui sopra, come la deliberazione consiliare in oggetto”.
Olivieri ha sollevato la questione ponendola come pregiudiziale allo svolgimento della seduta di commissione congiunta andata in scena ieri sera in municipio a Reggio e, dopo il rifiuto da parte dei presidenti delle commissioni Territorio e Affari istituzionali ad ammetterla, potrebbe riproporla in sede di consiglio. L’approvazione della nuova governance di Iren insomma, su cui tutti i Comuni soci dovranno esprimersi entro il 10 maggio, non si profila affatto serena. Dal suo profilo Facebook Olivieri rincara la dose: “Bene, adesso non ci metto più la faccia per conto di altri. Se non c’è modo di far capire che la riforma della governance Iren è una porcata, una vergogna giocata dai media (ben foraggiati da Iren), si svegli chi ha dormito in questi mesi e cominci ad attaccare. A lui basta una lettera per far saltare tutto“. Lui è, ovviamente, Pizzarotti.
Appare dunque sempre più in salita il percorso elaborato da tre “saggi” che dovrebbe dare a Iren una nuova governance. Lo scontro tra il sindaco di Parma e gli altri soci è in corso già da alcuni mesi
I disaccordi tra i sindaci di Reggio Emilia, Graziano Delrio, e Parma, Federico Pizzarotti, sulla proposta di governance elaborata dai tre “saggi” di Iren non nascono oggi, ma risalgono già ad alcuni mesi fa. E’ quanto emerge da un carteggio di fuoco intercorso tra febbraio e marzo fra i primi cittadini di cui dà conto l’agenzia Dire.
Il primo incidente diplomatico è del 20 febbraio quando, in seguito ad alcune notizie apparse sul presunto nulla osta alla governance dei sindaci di Reggio, Parma e Piacenza, Pizzarotti “diffida” il Comune di Reggio dall’esprimersi a nome di tutti i membri del sub patto dei soci ex Enia. Delrio ribatte secco: “Mi sento francamente offeso e non capisco il senso della tua diffida. Non siamo responsabili delle chiacchiere che compaiono su quotidiani e stampa on line”.
La seconda lettera, del 18 marzo, è più articolata. Pizzarotti commenta senza giri di parole la proposta di riassetto della governance: “L’unico ed inequivocabile effetto certo della nuova governance, è l’esclusione di Parma dalla nomina degli amministratori apicali, che in base alla nuova proposta avverrà nel comitato di sindacato in cui siederanno Torino, Genova e Reggio Emilia. In tale prospettiva Parma perderà il diritto di nominare il vice presidente e non siederà nel comitato dove verranno decise le nomine”. Dopo aver trasmesso al collega reggiano alcuni “correttivi”, il sindaco di Parma paventa poi il rischio che i soci emiliani si troveranno in posizione di svantaggio rispetto a Fsu (Torino e Genova), e chiede di “affrontare in modo congiunto le proposte di modifica del sub-patto emiliano rifiutando qualsiasi proposta non sia frutto di un percorso comune”.
Parma, conclude Pizzarotti, “contrariamente a quanto nostro malgrado è avvenuto nei mesi dell’operato dei saggi intende svolgere un ruolo attivo e non di semplice ratifica delle decisioni definitive”. Delrio, in replica, boccia le proposte del sindaco grillino “oggetto di un severo giudizio e ritenute inadeguate dai colleghi di Genova, Torino e Piacenza”, e rassicura che “la nuova governance mantiene inalterato l’equilibrio tra Fsu e il patto emiliano”. Il sindaco di Reggio conclude: “Mi è ben chiaro l’importante ruolo che Parma deve rivestire nell’ambito del futuro modello organizzativo, e vi sono tutte le opportunità e i presupposti affinchè alla stessa continui ad essere riconosciuta una posizione da protagonista in un’ottica di condivisione delle decisioni strategiche del gruppo. Sono disponibile e sto lavorando insieme agli altri colleghi sulle problematiche da te sollevate”.