La Notte degli Oscar si avvicina e qui al Bar De Curtis siamo incredibilmente tutti d’accordo: che ci fanno “La grande scommessa”, “Il ponte delle spie” e “Mad Max” tra i candidati per il miglior film?
Titolo originale: The big short
Regìa: Adam McKay
Top star: Christian Bale, Ryan Gosling, Steve Carell, Brad Pitt
USA 2015
“E’ facile fregare chi rinuncia a capire” si filosofeggia in questo film. Ma è anche facile annoiare chi al mattino legge la Gazzetta dello Sport o semplicemente la cronaca sui quotidiani locali, anziché Il Sole 24 Ore o Milano Finanza. Chi si occupa di economia aziendale ed alta finanza, probabilmente avvertirà gli stessi brividi pruriginosi che potrebbe provare una vergine alle prese con un romanzo erotico. Ma tutto il resto del mondo? La famosa casalinga di Voghera, ad esempio, avrà la voglia di rimanere davanti allo schermo fino alla fine?
Il ritmo non manca, gli attori recitano con indiscutibile passione, ma noi, che più in là del prestito sociale alla Coop non siamo mai andati, osserviamo con ben poco interesse, visto che tra l’altro il finale non è in dubbio.
Assodato che un gruppo eterogeneo di operatori riesce a prevedere la crisi economica, poi è tutto un CDO, un AAA, un BBB, un’obbligazione ipotecaria, un fondo, una soup (eh?).
Ogni tanto qualche attore guarda dritto in camera (bella trovata) e spiega ciò che sta succedendo – e già questo espediente narrativo testimonia il timore di non essere chiarissimi – ma se mi spieghi cos’è un cavallo parlandomi del fantino, siamo punto e a capo…
E’ affascinante vedere come si entusiasmano per cose tutte loro. E non sarebbe un grosso problema, se il biglietto non l’avessimo pagato noi.
Bizzarro il personaggio interpretato da Christian Bale, candidato all’Oscar come non protagonista. E tra le cinque candidature pare proprio questa la più sensata: film, regìa e sceneggiatura non originale boh, non capiamo, montaggio boh, non abbiamo la competenza tecnica per capirlo.
Titolo originale: Bridge of spies
Regìa: Steven Spielberg
Top star: Tom Hanks
USA 2015
Sei candidature all’Oscar (film, attore non protagonista, sceneggiatura originale, colonna sonora, scenografia e missaggio sonoro) per un film in cui succede poco. E quel poco che succede è telefonato. Vada la candidatura alla scenografia, Berlino in epoca di Guerra Fredda ha indubbiamente il suo fascino, ma basta così. Lineare, retorico, intriso di buoni sentimenti, mai la sensazione che qualcosa possa andare storto nello scambio di spie USA-URSS capitanato dal normalissimo Tom Hanks, un attore come altri cento. Tra l’altro, scusate: ma che faccia fa quando vede dal finestrino del treno i giovani smitragliati nel tentativo di scavalcare il muro? Come avrebbe detto Totò: cos’è, un ghigno?
In tema d’attori ottima la spia Mark Rylance, una faccia così ordinaria da risultare particolare; la sua candidatura come non protagonista però richiama un vecchio adagio del Bar De Curtis: ci spiegate cosa c’è di difficile, per un attore professionista, nel suo ruolo?
Comunque sia: non c’è motivo per cui “Il ponte delle spie” debba vincere l’Oscar. Quindi probabilmente lo vincerà.
Regìa: George Miller II
Top star: Charlize Theron, Tom Hardy
USA, Australia 2015
E perché non l’Oscar a “Conan Il Barbaro” e il Nobel a “I Guerrieri della Notte”? Addirittura 10 candidature (film, regìa, fotografia, scenografia, costumi, montaggio, montaggio del suono, trucco, effetti speciali visivi e missaggio sonoro), anche se in tutta sincerità quelle che appaiono inspiegabili sono “solo” due, le più importanti (film e regìa), mentre le altre otto possono starci, vista la seducente caciara che regna per due ore sullo schermo.
Intendiamoci: questo “Mad Max” (non chiedeteci collegamenti con gli originali, che non abbiamo mai visto) ti tiene lì, fa il suo compito da film da intrattenimento. Ma da intrattenimento, appunto. Inseguimenti, sparatorie ed esplosioni in un deserto post apocalittico, tra bande di sopravvissuti, il tutto condito da nomi, personaggi, mezzi di trasporto improbabili e schifezze varie. Sostanza non ce n’è. Niente di male, il cinema per fortuna è anche questo. Però ribadiamo: se per concorrere all’Oscar come miglior film basta l’intrattenimento, santi subito “Conan Il Barbaro” e “I guerrieri della notte”. E soprattutto prendiamo in considerazione anche le commedie, da sempre e ingiustamente considerate di Serie B rispetto ai film “seri”.
Gli 8 film candidati all’Oscar
Sopravvissuto-The Martian (vedi http://www.7per24.it/2015/12/07/damon-deep-douglas-e-cage-quando-le-top-star-non-bastano-a-salvare-i-film/)


