
E’ vero, la vendetta è un piatto che va servito freddo ma questo è addirittura gelido, appena scongelato. Sia il ministro Graziano Delrio (che il “reggente” vicesindaco Ugo Ferrari chiama ancora sindaco di Reggio rompendo il protocollo), sia soprattutto la presidente provinciale Sonia Masini la chiamano in causa provocando gli applausi dei presenti: il grande ritorno di Antonella Spaggiari si configura così. A tratti ruba la scena ai papaveroni di oggi grazie ad una consumata conoscenza ed amicizia con l’architetto Calatrava che qualcuno chiama “maestro”.
Rispetto ai politici di oggi, alle prese con problemi che evidentemente logorano i nervi, lei, l’ex zarina sembra ringiovanita: eppure almeno la metà dei vip sul palco erano pressoché sconosciuti quando la Spaggiari già firmava l’avveniristico progetto.
Anche Romano Prodi, un po’ invecchiato ma sempre foriero di buone maniere, le rende l’onore delle armi e la chiama per nome. Nessuno però (nemmeno il sottoscritto) osa chiedere a Prodi della vicenda della Presidenza mancata (quella della Repubblica) e dei 101 franchi tiratori ad oggi anonimi. Il rischio sarebbe quello di veder accantonata la sua proverbiale bonomia. L’unico col viso grifagno, eternamente corrucciato è Pierluigi Bersani.
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