Ormai è risaputo, chiaro, perfino conclamato. Ma è quasi vietato parlarne, se non per le inchieste giudiziarie. E per non turbare il delicato equilibrio che il Governo dalle meno larghe intese sta cercando di tenere in piedi in termini di spending review. Sono le Regioni e non le Province che andrebbero abolite o comunque riviste in tutto e per tutto a partire dai regolamenti, dai confini geografici e dal numero di rappresentanti che vi siedono in seno.
Gli ultimi dati de “lavoce.info” sono da brividi: le Regioni hanno superato il Parlamento in fatto di costi degli eletti e nella spesa per i partiti. Solo nel Lazio, dati 2012 (sappiamo anche come spendevano i soldi…di rappresentanza) i contributi ai gruppi politici hanno rasentato l’astronomica cifra di quasi 96 milioni di euro, più del finanziamento pubblico dei partiti francesi e spagnoli. Senza parlare della retribuzione dei singoli consiglieri e dei vitalizi degli ex. Un inesauribile fiume di denaro pubblico che vede la presunta “virtuosa” Regione Lombardia al secondo posto di questa classifica dello sputtanamento di soldi pubblici.

La carica dei 1117 consiglieri regionali, le cui spese sono state fino a ieri praticamente senza controllo (e adesso che la Finanza ci guarda dentro capiamo quanto i nostri soldi siano stati spesi bene) non ha alcun paragone, in termini di responsabilità e di valenza istituzionale rispetto a deputati e senatori. Eppure le Regioni l’anno scorso hanno erogato ai gruppi politici consiliari contributi pari a quasi 86mila euro a consigliere, ovvero 28mila euro in più ciascuno in media rispetto a quanto versato dalla Camera ai gruppi parlamentari: quasi 58mila euro pro capite. E l’Emilia Romagna, finita anch’essa sotto inchiesta per via dei rimborsi chiesti dai partiti? E’ 11esima nella classifica italiana delle Regioni che nel 2012 han speso maggiormente.
Vai poi a capire l’accanimento del ministro Graziano Delrio sulle Province, come se la loro cancellazione risolvesse qualcosa in termini di effettivo e sostanziale risparmio, sapendo che gli sperperi assurdi e vergognosi risiedono altrove.