La Fiera di Francoforte: il libro strumento di cambiamento sociale

Il filosofo Žižek polemizza per il mancato premio alla scrittrice palestinese

“Senza la Fiera del Libro di Francoforte e senza i libri, la mia vita non sarebbe stata così meravigliosa”. Suona più o meno così in italiano una dichiarazione del filosofo tedesco Michel Friedman sulla storica Fiera del Libro di Francoforte (“Frankfurter Buchmesse”) fondata nel 1949 dall’associazione degli editori e librai tedeschi (“Börsenvereins des Deutschen Buchhandels“) come controparte “occidentale” della fiera del libro di Lipsia allora nella Repubblica democratica tedesca.

Proprio 75 anni fa 200 editori si riunirono nella Paulskirche di Francoforte dando vita alla manifestazione editoriale più importante al mondo.

Lo scopo della fiera non è solo favorire la creazione di rapporti commerciali B2B (“Business to Business”) tra gli altri tra editori, agenti letterari, librai, bibliotecari e fornitori di software, ma anche offrirsi come un’”agorà” aperta alla dialettica tollerante e costruttiva sull’attualità. Il ritiro dello stand indonesiano dopo i fatti di terrore di Hamas in Israele il 7 Ottobre 2023 non è dunque, in quanto astensione dal dialogo, un buon segno, ha ricordato Juergen Boos, Direttore della Fiera alla cerimonia di apertura della manifestazione il 17 Ottobre.

Il cuore della fiera è l’umanità e umanità significa condannare qualsiasi strategia di terrore e mostrare solidarietà, ricorda Boos. È proprio in questo spirito che è nata la collaborazione intitolata “Fragilità esistenziale” (“Fragility of Existence”) tra la fiera, il Goethe Institut e l’Istituto Ucraino del libro.

Il libro, ha quindi sottolineato Boos, è uno “slow medium”: sottoposto a innumerevoli controlli di qualità ha bisogno di più tempo per venire alla luce ma una volta attuatosi ha capacità correttive sulle istantanee “fake news”. Boos ha tenuto inoltre a sottolineare che la produzione recente è per lo più non-finzionale, e questo rispecchia probabilmente i dickensiani “tempi difficili” in cui stiamo vivendo.

Alla cerimonia di apertura nel “Frankfurter Pavilion”, magnifica tensiostruttura a forma di conchiglia nervata progettata per l’edizione 2018, ha partecipato anche la presidente dell’associazione degli editori e librai tedeschi, Karin Schmidt-Friederich. Questi ha ricordato il ruolo chiave della fiera nella ricostruzione democratica della Germania dopo il periodo buio della dittatura nazional-socialista. La fiera, sottolinea Schimdt-Friederich, è consapevole delle nuove sfide poste dall’intelligenza artificiale: Dalle potenzialità di ChatGPT di creare letteratura (“Maschinenliteratur”) violando però spesso le norme sul diritto d’autore, alle nuove frontiere della cybertraduzione che mettono a repentaglio alcune professioni come quella del traduttore, questi nuovi “tools” possono potenzialmente dare un contributo in positivo al “business development” editoriale promuovendo sempre però la creatività individuale.

La fiera, dichiara Schmidt-Friederich, si impegna inoltre a promuovere il libro e la lettura come strumento di cambiamento sociale e come immunoterapia contro il populismo collaborando con i servizi di informazione pubblica. Le tendenze attuali nell’industria editoriale indicano un aumento del 4% degli acquisti tra 2022 e 2023 e al contempo una profonda crisi delle case editoriali, che a causa della mancanza di fondi ma soprattutto a causa della crisi energetica dovuta all’aggressione russa dell’Ucraina da Febbraio 2022 e dei costi esorbitanti delle materie prime scatenati da questa sono state obbligate a chiudere i battenti.

Gaia Vince, scrittrice a giornalista specializzata in questioni ecologiche, ha presentato la sua ultima pubblicazione, “Nomadic Century”: Il Canada brucia da marzo 2022, i coralli cuociono nei 40 gradi delle acque caraibiche e in un futuro non molto prossimo le zone abitabili della terra si limiteranno al grande nord. Il cambiamento climatico e le conseguenti migrazioni forzate sono la grande sfida dell’umanità nel XXI secolo non c’è tempo né spazio per teorie chauviniste.

Quest’anno il Deutscher Buchpreis va a “Echtzeitalter” (2023, ed. Rowohlt, ancora non tradotto in italiano), dell’austriaco Tonio Schachinger. Il romanzo di formazione, che ha come protagonista Till giovane collegiale viennese, è stato premiato dalla giuria perché riflette le condizioni politiche e sociali del presente con “sottile ironia (…)”.

“Premio internazionale per la pace degli editori tedeschi (“Friedenspreis des deutschem Buchhandels”) di questa edizione va invece a Salman Rushdie, che presenterà il nuovo romanzo “Victory City” (“Città della Vittoria”-ancora non tradotto in italiano) al gala di sabato 21 Ottobre. Tra i “celeberrimi” della letteratura mondiale vi saranno oltre Salman Rushdie, l’ucraino Andrej Kurkov che presenterà il suo nuovo giallo “Samson und das gestohlene Herz” (“Samson e il cuore rubato”-ancora non tradotto in italiano) e Cornelia Funke, scrittrice tedesca di letteratura per l’infanzia e l’adolescenza per eccellenza, che presenterà il quarto libro della tetralogia “Tintenwelt”.

Dal 1988 la fiera nomina annualmente un paese d’onore. Quest’anno è la patria del filosofo Slava Žižek, anch’esso invitato alla fiera, la Slovenia, con la sua letteratura contemporanea in lingua originale e tradotta e le pubblicazioni riguardanti il paese. Žižek, autore di decine di bestseller tra cui “Libertà una malattia incurabile”, ha diviso la platea polemizzando contro la mancata consegna del LiBeraturpreis alla palestinese Adania Shibli, posticipato “oer evitare disordini”: “La linea dell’attuale giverno israeliano – ha detto – è quella di considerare quella terra proprietà esclusiva. Da parte palestinese si fa lo stesso. Sono condizioni che rendono impossibile ogni negoziazione. Non c’è pace senza risolvere la questione palestinese”.

“And the story goes on” (“E la storia continua”), così il titolo di questa 75° edizione che esprime desiderio di continuità con le precedenti edizioni e che si pone come ottimo preludio per la 76° edizione del 2024 che vedrà come paese ospite d’onore l’Italia.

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