l’88° Festival del Maggio aperto a tutte le istituzioni musicali della città

Inizia il 19 aprile con l’opera di John Adams, the Death of Klinghoffer

Firenze – Un festival di sorprese, dí vivacità e di visione futura. L’88° Festival del Maggio Musicale Fiorentino, che andrà in scena tra aprile e giugno, aprirà  alla città: con  “Maggio aperto”, una rassegna al suo interno, aperta alla collaborazione con tutte le altre istituzioni musicali fiorentine.  E’ la principale novità dell’edizione 2026 che inizia il 19 aprile con l’opera di John Adams, the Death of Klinghoffer, ispirata a un fatto contemporaneo come il clamoroso  dirottamento nel 1985 dell’Achille Lauro da parte del Fronte per la libertà della Palestina che si concluse con l’assassinio del passeggero Usa di religione ebraica costretto in sedia a rotelle e gettato in mare, Leonard Klinghoffer, che ha debuttato a Bruxelles nel 1991 e arriva adesso per la prima volta a Firenze con la regia di Luca Guadagnino. Un’ opera contemporanea dal segno anche politico che convive con la tradizione delle altre opere che, insieme a una ricca serie di concerti, costituiscono il programma del Festival : Un ballo in maschera di Verdi e il Giulio Cesare di Händel.

Nel segno dell’apertura al nuovo e dell’intersezione tra passato, presente e futuro il Festival del Maggio, che sancisce il ritorno alla direzione musicale triennale del teatro di Daniele Gatti che dirigerà tutte le nove sinfonia dí Beethoven, conviverà con “Maggio aperto”, la novità dell’edizione 2026 che vedrà avvicendarsi le produzioni del teatro con quelle di tutte le maggiori istituzioni musicali cittadine. 

“Un Festival che abita la città: dal segno rivoluzionario di Baselitz alla sinergia con le eccellenze musicali fiorentine, il Maggio si conferma officina di arte e pensiero”, commenta il sovrintendente Carlo Fuortes, che si dichiara orgoglioso che l’opera Der Junge Lord, prodotta dal Maggio, abbia appena ricevuto il prestigioso  premio Abbiati come migliore spettacolo dell’anno. 

Simbolo di questa tensione tra passato e futuro e frutto della proficua collaborazione tra il Museo del Novecento e il suo direttore Sergio Risaliti con il Maggio, il manifesto creato dal prestigioso pittore e scultore tedesco Georg Baselitz che ritrae Albert Einstein mentre suona il violino. Il sovrintendente lo indica “non solo come  un’immagine ma un vero e proprio manifesto culturale ed artistico, una dichiarazione di libertà e di ribaltamento dei canoni. Così come Einstein ha rivoluzionato i paradigmi della fisica e Baselitz quelli della visione, il nostro Festival vuole essere uno spazio dove la tradizione dialoga costantemente con il futuro. Una tensione verso la scoperta che anima anche la rassegna “Maggio aperto”: un progetto che trasforma il teatro nel cuore di un ecosistema musicale straordinario di collaborazioni che rappresenta un valore peculiare della nostra città, una filiera culturale unica, una sinergia con pochissimi altri paragoni in Italia. Aprire le nostre sale, la Grande, la Mehta, la sala Orchestra, la sala Coro e la sala Regia, alle più prestigiose realtà del territorio è un atto di restituzione e di condivisione che rende il Maggio una necessaria casa comune e il centro del dialogo tra teatro e territorio”.

“Maggio aperto”, i cui biglietti sono in vendita dal 13 marzo, ha come protagoniste le otto maggiori imprese musicali della città: Amici della Musica, Scuola di Musica di Fiesole – la cui Orchestra giovanile italiana oltre che nella rassegna,  suonerà il 24 maggio anche all’interno del Festival, diretta da Antonio Pappano, solista il pianista Alexander Lonquich – , Conservatorio Cherubini, Accademia del Fortepiano, Tempo Reale, Gamo, L’Homme Armé e l’Istituto Lulli. “Istituzioni con  le quali – continua  il sovrintendente –  offriremo un percorso musicale che spazia dalla polifonia rinascimentale, celebra il genio di Beethoven e giunge alle avanguardie elettroniche”.

Più i cosiddetti “Extra”, gli appuntamenti fuori dalla programmazione, tra cui la novità di punta sarà il progetto teatrale e musicale di Alessandro Baricco, realizzato in collaborazione con l’Università  e con il sostegno di Unicoop Firenze, “una Traviata da cortile”.  Oltre, tra l’altro,  ai tre concerti di  Rothko Chapel di Morton Feldman, e due serate con il pianoforte di Ludovico Einaudi, il 20 e 21 maggio. In scena anche l’ORT, Orchestra regionale Toscana, già in cartellone dalla presentazione del Festival il giugno scorso, che con il direttore Diego Ceretta tornerà in teatro per un concerto insieme al Coro e ai solisti dell’Accademia del Maggio il 9 giugno. 

“Maggio aperto”, invece, inizierà con un ciclo di sei concerti dei 16 quartetti di Beethoven, sotto il titolo  Beethoven 199 che anticipa le celebrazioni per i 200 anni, nel 2027,  dalla morte del grande compositore tedesco. Dice il direttore artistico degli Amici della Musica, Andrea Lucchesini: “Nel 2027  ci sarà un profluvio di musica di Beethoven, che nei quartetti sperimentava le  novità. Gli Amici della Musica  giocano d’anticipo” .  

Dopodiché,  Gamo farà dialogare la  musica del Novecento storico con la creazione contemporanea. Per fare poi un salto indietro nel tempo con L’Homme Armé che si esibirà  in un laboratorio madrigalistico dedicato a Claudio Monteverdi dal titolo “O dolcezze amarissime d’Amore” che Renato  Baldassini definisce “un programma monografico con pagine elaborate sulle diverse sfaccettature dell’amore  attraverso il filtro monteverdiano e di alcuni poeti contemporanei”.

Si prosegue dal 14 maggio con il ciclo dei  cinque concerti dell’Accademia del Fortepiano Bartolomeo Cristofori i cui protagonisti saranno altrettanti fortepiani originali impegnati in un viaggio tra culture, stili e tradizioni nazionali different attraverso la musica di Mozart, Beethoven, Schumann, Mendelssohn, Chopin, Fanny Hensel e Glinka: “In un’epoca in cui il confronto tende a irrigidirsi e le arti talvolta si ripiegano entro confini sempre più stretti – estetici, disciplinari, in definitiva politici – il segnale che il Maggio offre è di segno opposto: apertura, permeabilità. Il dialogo tra le arti non è un ornamento del Festival, ma una delle condizioni della sua esistenza. Nel dialogo la musica realizza la propria vocazione democratica”,  riflette il presidente dell’Accademia Mauro Campus.  

 All’interno di “Maggio aperto”, la Scuola di Musica di Fiesole e il Conservatorio Cherubini rappresentano il futuro. “Il Conservatorio – dice la presidente Rosa Maria Di Giorgi – è orgoglioso di presentare al pubblico i suoi musicisti che sono vicini o giunti al termine del loro percorso di studi. Una grande occasione che non capita spesso di incontrare su altri territori”.  Un’occasione importante anche per Anna Maria Meo, sovrintendente della Scuola di Musica di Fiesole che ringrazia il Maggio “per avere accolto l’Orchestra Giovanile Italiana nel calendario dell’88° Festival e una serie di talentuosi nostri allievi nel ciclo di Maggio aperto”.  Il 20 giugno “Maggio aperto chiudera’ con Tempo Reale-Maggio Elettrico che celebra l’eredità del movimento Fluxus. 

In foto: Daniele Gatti

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