L’economista bolognese Filippo Taddei, responsabile economico nella segreteria nazionale del Pd e teorico del Jobs act, avrà la scorta. Lo ha deciso il ministero degli Interni in seguito ad alcune minacce ricevute da Taddei per il suo ruolo centrale nella riforma del lavoro del governo Renzi. Sulle minacce ricevute dall’esponente Pd è aperto da alcune settimane in Procura a Bologna un fascicolo d’indagine, al momento a carico di ignoti.
Classe 1976, sposato e padre di tre figli, Taddei è docente all’università americana Johns Hopkins e ricercatore del collegio Carlo Alberto. Dopo il sostegno alla mozione congressuale di Civati, nel dicembre 2013, è stato scelto da Renzi come il tecnico che si sarebbe occupato di economia e lavoro per il partito. Incarico che ha mantenuto anche dopo la nomina dell’ex sindaco di Firenze a presidente del consiglio.
Il ruolo del giovane professore bolognese nell’elaborazione del Jobs act è centrale: sarebbe per questo che qualcuno l’ha preso di mira. E sarebbe proprio la modifica dell’articolo 18 a non andare a genio a chi, nelle settimane scorse, gli ha indirizzato minacce personali, alcune delle quali apparse anche su internet. Questi sono giorni cruciali per la riforma: ieri si è riunita la commissione Lavoro per discutere del ddl. Inoltre, è toccato proprio a Taddei leggere nel corso della direzione nazionale del Pd l’ordine del giorno in cui si modificava la regolamentazione sui licenziamenti dell’articolo 18.
E’ accaduto anche che Taddei venisse attaccato direttamente e pubblicamente nelle piazze e sul web per il suo ruolo e per le sue posizioni. Poi sono arrivate altre minacce, più pesanti e non pubbliche, biglietti trovati vicino alla sua abitazione, di cui sono state informati questura di Bologna e Viminale. Mettendo insieme tutti questi elementi i responsabili della sicurezza hanno deciso che il professore bolognese dovesse essere difeso e controllato. Taddei non avrà una scorta in senso stretto, ma una tutela (una forma meno invasiva) che garantirà la sicurezza sua e dei suoi familiari fino a quando la questura ne ravviserà la necessità.