Istituto Storico della Resistenza, l’appello alla Regione: “Serve un finanziamento triennale”

L’appello ha ricevuto il sostegno del capogruppo Pd Vincenzo Ceccarelli

Firenze – Siamo a una svolta storica, a un passaggio epocale. La memoria, lo dice il direttore dell’Istituto Storico Toscano della Resistenza e dell’Età contemporanea Matteo Mazzoni, non sarà ormai più diretta, ma passa alle seconde linee. Significa che ormai, scomparsa la generazione di chi partecipò in prima persona alla lotta di Liberazione dal nazifascismo, ora tocca a chi ha ascoltato, custodito, studiato e approfondito, vissuto anche nei racconti dei partigiani, quella storia. Una memoria, che sola può fare da argine potente alle tentazioni di totalitarismo che crescono in Europa. L’onda nera, insomma. Una mission che dà conto anche di quell’altra definizione nel “titolo” dell’Istituto, quella che lo coinvolge direttamente nella temperie odierna, ovvero “età contemporanea”. Sono queste, dice il presidente Vannino Chiti, le utilità concrete dello studio e della memoria,: le capacità di analisi e di interpretazione delle vicende che l’umanità vive. Da allora all’oggi, senza prendere parti in politica, ma offrendo un attento, equilibrato e scientifico apporto alle vicende storiche vissute e che stiamo vivendo.

Una missione importante dunque, che ha bisogno, per essere esplicata al meglio, di risorse. Quelle che la Regione Toscana, con la legge capofila in Italia del 2002, (38/2002, per la precisione, istituì con l’attribuzione di risorse annuali all’istituto. Legge, che ora, mutatis mutandis, con un appello intenso e pesante, i vertici dell’istituo, Mazzoni, Chiti e il vicepresidente Andrea Morandi, lanciano all’indirizzo del consiglio regionale :

“La richiesta è semplice e l’Istituto se ne è già fatto portavoce, adesso è richiesto un supplemento d’impegno e per questo abbiamo deciso di rivolgere un appello pubblico al consiglio regionale e alle forze democratiche che ne fanno parte, nell’attesa di una nuova legge che la presidenza della giunta regionale si era impegnata a  presentare entro maggio – spiega Chiti – La partita per noi è importantissima, chiediamo la garanzia di continuità per le attività di ricerca, formazione e conservazione del patrimonio storico-culturale e maggiori certezze per i giovani studiosi che con competenza e passione collaborano con l’Istituto”.

“Ci appelliamo quindi al Consiglio in questa estate, cuore dell’ottantesimo della Resistenza in Toscana, essendo urgente un provvedimento, anche a fronte dei ritardi per l’approvazione di una nuova legge, a suo tempo sollecitata, che costituirebbe un concreto un passo in avanti rispetto a quella, pur fondamentale, del 2002”, affermano i vertici dell’ISRT.

Una richiesta che, come sottolineano i vertici dell’Isrt, vede anche l’urgenza di tre eventi speciali in fila nel giro di tre anni: gli 80 anni dalla Liberazione nel 2025; l’anniversario dell’Assemblea costituente e della Repubblica, nel 2026; l’approvazione della Costituzione, nel 2027. .

La richiestaL’ISRT chiede di modificare con urgenza, attraverso un emendamento, la Legge regionale 38 del 2002 che ha per oggetto Norme in materia di tutela e valorizzazione del patrimonio storico, politico e culturale dell’antifascismo e della resistenza e di promozione di una cultura di libertà, democrazia, pace e collaborazione tra i popoli. In pratica, proprio per programmare e dare continuità all’attività che viene svolta dall’istituto viene richiesto che gli stanziamenti vengano assegnati su base triennale e non più annuale.  In pratica si parla di un finanziamento annuale di circa 450 mila euro per tutta la rete toscana (nove istituti) da moltiplicare per tre anni.

Oltre all’Istituto regionale, con sede a Firenze, sono otto gli Istituti nelle province toscane (fatta eccezione per Arezzo) che operano sul territorio grazie al lavoro di studiosi e professionisti qualificati, e di tanti volontariNel solo Istituto regionale, la conservazione della documentazione, la gestione della sede, dell’Archivio e della biblioteca, l’articolato lavoro di promozione della ricerca e della conoscenza storica nelle scuole e nel territorio è possibile grazie all’impegno di oltre dieci professionisti qualificati, fra dipendenti e collaboratori, storici, archivisti, operatori culturali che lavorano con impegno e dedizione e con la collaborazione di vari volontari

Cosa fa l’Istituto – L’attività dell’Istituto è intensa. C’è la ricerca e la cura degli archivi e della biblioteca ma anche un grandissimo impegno sul fronte della didattica e della formazione con iniziative rivolte a docenti, studenti, cittadini e associazioni (l’istituto ha stretto accordi di collaborazione con ANPI e CGIL Toscana).

I numeri -Nel 2023 sono state accolte oltre 300 persone in archivio e più di 600 biblioteca. Per approfondire quello che viene definito il “calendario civile” con la date più significative della storia italiana si sono attivati progetti in oltre 60 scuole.  Parallelamente alla celebrazione del 70° anniversario – con lo slogan Conoscere, conservare, condividere – sono stati promossi convegni scientifici ma anche numerosi incontri pubblici che hanno coinvolto centinaia di persone.

Un’attività al centro dell’azione dell’Istituto è la divulgazione. Con linguaggi diversi si cerca di portare la conoscenza storica a destinatari sempre più vari, oltre il pubblico degli specialisti. Per questo sono stati attivati percorsi di trekking urbano, festival, aperture straordinarie della sede in giorni festivi, concerti, mostre digitali.

Il ruolo di custode della memoria dell’Istituto è prezioso. Al suo interno viene conservatyo materiale preziosissimo, oltre 200 fondi di enti e persone, che è oggetto di implementazione e studio continuo: i documenti del CTLN, di Giustizia e Libertà e dei fratelli Rosselli, di Salvemini e di Calamandrei, solo per fare alcuni esempi. Recentissimo il varo della piattaforma che raccoglie e mette a disposizione – tutti insieme – i documenti contenuti nei quattro archivi che fanno riferimento a Piero Calamandrei, custoditi dall’Istituto (il più rilevante) e poi a Roma, a Montepulciano e a Trento. E proprio nei giorni scorsi Unicoop Firenze, con l’Associazione. Il cuore si scioglie, ha consegnato un assegno di oltre 27 mila euro, raccolti tra i soci, per la digitalizzazione dell’archivio dell’istituto.

Intanto, giunge una nota del capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Vincenzo Ceccarelli, che esprime sostegno alla richiesta del Presidente Chiti, ovvero che  gli stanziamenti vengano assegnati su base triennale e non più annuale.

“Credo che le motivazioni che stanno all’origine di questa richiesta, tutte connesse alla necessità di garantire all’Istituto il miglior funzionamento siano reali e debbano essere considerate fino in fondo – dice Ceccarelli – giusto anche il richiamo ai tre ottantesimi, che si celebreranno di qui ai prossimi anni : gli 80 anni dalla Liberazione, nel 2025; l’anniversario dell’Assemblea costituente e della Repubblica, nel 2026; l’approvazione della Costituzione, nel 2027”.

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