Dialoghi di Pistoia: il Premio internazionale a Chiara Saraceno

Per il impegno a favore di una società più inclusiva, giusta e rispettosa delle diversità.

Pistoia – Durante la conferenza di apertura della XVI edizione dei Dialoghi di Pistoia, Festival dell’Antropologia Contemporanea, per vari motivi l’evento è stato definito come un puzzle in cui molteplici forze – dagli organizzatori ai dipendenti del Comune e della Fondazione Caript, senza escludere i volontari che in queste giornate svolgono un ruolo essenziale – interagiscono per il “bene comune”: ciascuno fa la propria parte, affinché il Festival riesca secondo le intenzioni di chi lo immaginò.

Negli anni i Dialoghi sono cresciuti bene, arricchendosi durante il loro percorso di nuovi tasselli che ne consolidano la vocazione a sostegno di una cultura che è proposta – allo stesso tempo – di elevato livello intellettuale, per la qualità dei temi e dei relatori che li trattano, ma proprio in virtù di questo resa facilmente accessibile a tutti attraverso la padronanza che ciascuno ha della propria materia, presentata al grande pubblico secondo i canoni “pop” adatti per la divulgazione ad ampio respiro, senza privare i contenuti della ricchezza consolidata nelle competenze.

In questo quadro si inserisce il Premio Internazionale Dialoghi di Pistoia – giunto quest’anno alla ottava edizione – un riconoscimento conferito durante i giorni del Festival a una figura del mondo culturale che ha messo al centro del proprio pensiero e del proprio lavoro l’importanza del dialogo e della cultura, quali strumenti per lo sviluppo delle relazioni umane.

L’edizione 2025 del Premio è andata a Chiara Saraceno, per il lungo percorso di pensiero, azioni e battaglie a favore di una società più inclusiva, giusta e rispettosa delle diversità. Questa la motivazione completa: «Sociologa, fra le più stimate studiose e intellettuali italiane e nel panorama internazionale, porta avanti con i suoi libri, articoli scientifici e interventi pubblici, una battaglia civile e culturale che unisce alla critica delle disuguaglianze la promozione di forme sempre più avanzate di tutela dei diritti.
I principali temi del suo lavoro costituiscono altrettanti aspetti chiave delle contemporaneità: i diritti delle donne, le misure di sostegno alle famiglie, la centralità del welfare, il contrasto alla povertà, la lotta all’emarginazione sociale, l’importanza dell’accesso all’istruzione di qualità. Ha affrontato le grandi trasformazioni sociali del nostro tempo, con lo sguardo sempre rivolto al futuro complesso delle società che saranno. Nei suoi lavori Chiara Saraceno ha saputo fare dialogare linguaggi diversi, parlando sia agli specialisti attraverso ricerche di spessore internazionale sia a un pubblico più ampio, senza mai abbandonare il rigore scientifico e accompagnando alla critica la proposta di nuovi e sfidanti modelli di intervento. Chiara Saraceno ha così contribuito, con la parola e il pensiero, alla riflessione su “stare al mondo”.»

Ricevuto il Premio dal Presidente Fondazione Caript Luca Gori, si è poi articolato il dialogo fra la studiosa e Adriano Favole, davanti a un pubblico attento che ha apprezzato ogni parola espressa in questa occasione.

Tante le riflessioni di approfondimento, intorno ai temi che contraddistinguono il lavoro della Prof.ssa Saraceno, ma due su tutte si rivelano particolarmente forti, palesi richieste di attenzione verso chi ha – o dovrebbe avere? – il potere di fare e di cambiare. Intanto, ha ricordato il ruolo da lei avuto nel partecipare a varie commissioni di lavoro su temi di attualità cui dare risposta, commissioni che hanno prodotto risultati spesso inascoltati, con la conseguenza di evidenziare lo scollamento fra le opportunità del fare e la disattenzione conseguente invece al non fare, ciò che sarebbe concretamente utile.

Ma il richiamo più forte è venuto verso il non perseguimento del principio fondamentale sancito al 2° comma dell’art. 3 nella nostra Costituzione, che la studiosa ha espressamente citato: «È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.»

Il Premio si è fatto quindi occasione per valorizzare non solo il lavoro di Chiara Saraceno, ma anche quello dei Padri e della Madri che la nostra Costituzione hanno scritto, molti di loro dopo aver combattuto la guerra in prima persona per donare la consapevolezza conseguente alla dignità del libero pensiero, del lavoro, del rispetto alla cosa comune.

Il premio nelle precedenti edizioniè stato assegnato a:

2024 Corrado Augias, giornalista, scrittore e autore di programmi culturali.

2017 David Grossman, scrittore israeliano

2018 Wole Soyinka, drammaturgo e saggista nigeriano, Premio Nobel per la Letteratura nel 1986

2019 Vandana Shiva, fisica ed economista indiana

2021 Claudio Magris, scrittore

2022 Dacia Maraini, scrittrice

2023 Amitav Ghosh, antropologo e scrittore indiano

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