Inchiesta concorsi Careggi: perquisiti uffici e abitazioni

Firenze – La Guardia di Finanza ha perquisito gli uffici dell’Università e anche abitazioni private di alcuni degli indagati per l’ipotesi di reato per associazione a delinquere, corruzione, concussione e abuso di ufficio che gravano su figure apicali all’interno dell’Università di Firenze e dell’Azienda Ospedaliera di Careggi.

Oltre al rettore, Luigi Dei, ci sarebbero 39 indagati, tra cui il direttore generale di Careggi, Rocco Damone e al dg del Mayer di Firenze, Alberto Zanobini e l’ex direttore generale di Careggi, Monica Calamai.

In un comunicato stampa, la stessa università dichiara la ricezione dell’avviso di garanzia indirizzata al rettore e di aver consegnato tutta la documentazione necessaria agli inquirenti per le indagini preliminari in corso condotte dalla Procura di Firenze.

Non è la prima volta che L’Azienda ospedaliera e l’università di Firenze sono coinvolte in procedimenti giudiziari, anche se queste indagini sembrerebbero slegate dalle precedenti, ma relative solo a due concorsi, uno del 2018 e l’altro più recente a inizio del 2021.

L’accusa di associazione a delinquere, articolo 416 del c.p., contestata a sei indagati, ipotizza una sistemica attività di logiche spartitorie per l’assegnazione di cattedre universitarie condotta da più figure, che ricoprono ruoli apicali all’interno dell’istituto universitario fiorentino. Attraverso un passaggio di favori, gli inquirenti suppongono che venissero decisi in anticipo i vincitori dei concorsi, trascurando merito e competenze reali di coloro che poi sarebbero andati a ricoprire ruoli di direzione di interi reparti sanitari.

Ieri mattina il rettore Luigi Dei ha ricevuto l’avviso di garanzia e poche ore dopo l’università fa uscire il comunicato stampa: “Sono sereno e fiducioso che ogni vicenda potrà essere chiarita”, sono le parole del rettore Luigi Dei che 24 ore dopo riceve il mandato di perquisizione della procura di Firenze, guidata da Giuseppe Creazzo, negli uffici universitari di piazza San Marco e nelle abitazioni private di alcuni indagati e anche professori universitari non indagati.

Gli avvenimenti di questi giorni aprono un nuovo capitolo di inchiesta su un sistema illecito e oliato, all’interno del circuito universitario, per l’assegnazione di incarichi pubblici che coinvolge un minimo di tre persone, come afferma la norma del codice penale sull’associazione a delinquere.

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