In un celebre articolo di molti anni fa Italo Calvino ricordava quando papà Cervi convocò i ragazzi e le ragazze insigniti della Medaglia d’Oro alla Resistenza e, assieme a loro, i genitori degli ex partigiani uccisi. Un dialogo commovente e importante fra chi piangeva i propri figli scomparsi e chi, protagonista attivo della Resistenza, pensava al futuro dell’Italia, a che tipo di Paese sarebbe dovuto uscire dal sacrificio di migliaia di famiglie.
Ecco, io credo che il significato profondo della Resistenza non si fermi alla lotta di Liberazione, ma vada trasferito ai nostri ragazzi oggi, spiegando cosa accadde in quei frangenti e perché il sacrificio di tantissimi loro coetanei in quegli anni lontani stia alla base delle libertà e della democrazia di cui tutti possono godere nell’epoca odierna.
La Resistenza è tanto più fondamentale e attuale oggi, come atteggiamento verso le ingiustizie, da rigettare sotto qualsiasi forma: significa capacità di non piegarsi davanti alla violenza, alle azioni coercitive, si sostanzia nell’indisponibilità al compromesso con chiunque, nel rigore e nella fedeltà verso principi che hanno ispirato la condotta di chi si spese in prima persona contro il nazifascismo. La società reggiana è nata, cresciuta e si è sviluppata nel solco di questa eredità valoriale di cui tutti noi dobbiamo andare orgogliosi e queste fondamenta vanno rinsaldate ogni anno di più.