Firenze –Divisione in 4 parti, quattro distretti in cui Firenze viene riorganizzata partendo dal recupero, rinnovo e riuso delle aree, spesso enormi, delle sue ex Caserme e altre strutture demaniali. Protagoniste dell’operazione, Comune di Firenze, Agenzia del Demanio e Ateneo, che insieme leveranno polvere e macerie in cui giacciono alcune parti inutilizzate della città. Il protocollo sottoscritto dalle parti durerà tre anni e in un certo senso metterà a sistema progetti vecchi e già presenti ma mai avviati. Parti estese e spesso pregiate, come ad esempioPalazzo Buontalenti, in via Cavour, oltre 20mila metri quadri, destinato a un prestigioso restyling per essere degno del nuovo ruolo, frutto dell’accordo sottoscritto nell’ottobre del 2018 tra European University Institute (EUI) e il Ministero Italiano per gli Affari Esteri, per annettere lo storico Palazzo al campus di EUI in veste di sede della School of Transnational Governance (STG).
Non si tratta tuttavia che di un piccolo segmento a fronte di un grandioso piano degli immobili pubblici cui è stato dato il via oggi, nel corso dell’incontro con la città per rendere noti i dettagli dell’operazione. Insieme alla sindaca Sara Funaro, anche il sottosegretario Emanuele Prisco, la cui presenza è particolarmente significativa in quanto protagonista di prima fila nella spinta a ridisegnare il destino della ex caserma Perotti. Un’area enorme, 53mila metri quadrati, proprietà demaniale, su cui dovrebbero essere installati la nuova Questura compreso l’autocentro regionale e alloggi per il personale della Polizia. Venendo incontro, nello specifico, sia alla necessità di tagliare i costi di affitto della struttura il Magnifico di Novoli, sia alla richiesta forte fra gli agenti di usufruire di alloggi compatibili con gli stipendi in una delle città più care d’Italia. Non solo. Nell’area troveranno posto anche il comando provinciale dei Vigili del Fuoco, oltre a 50 alloggi per le Fiamme Gialle .
Il percorso che dovrebbe portare alla realizzazione di progetti già noti ma ma partiti e messi a sistema, vedrà un primo importante step nella convocazione di un tavolo tecnico che riunisca insieme i tre protagonisti dell’operazione, ovvero Comune, Demanio e Università degli Studi di Firenze. Sul tavolo il Piano degli immobili pubblici che prevede una sorta di riorganizzaiozne degli interventi, con la divisione richiamata in 4 aree della città, che diventerebbero 4 Poli dedicati: uno Amministrativo, che comprenderà l’ex Caserma Perotti, Covercianino e Caserma Redi, uno Archivistico-universitario composto dall’ex Caserma Quarleri, un altro dedicato a Cultura e Formazione con Palazzo Buontalenti, San Miniato, Villa Bardini, la Galleria dell’Accademia e il complesso monastico di San Pancrazio, un altro ancora, il Polo Universitario, che comprende Cascine e Certosa del Galluzzo.
Il documento sottoscritto oggi dal Direttore dell’Agenzia del Demanio, Alessandra dal Verme, dalla Sindaca di Firenze, Sara Funaro, e dalla Rettrice dell’Università degli Studi di Firenze, Alessandra Petrucci, raffigura un patto istituzionale che ha lo scopo di pianificare in modo integrato gli interventi di valorizzazione sul patrimonio immobiliare pubblico, in linea con le esigenze delle amministrazioni pubbliche e del territorio. All’evento hanno preso parte anche l’On. Lucia Albano, Sottosegretario di Stato al Ministero dell’economia e delle finanze, e l’On. Emanuele Prisco, Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Interno. Il Piano Città, in particolare, individua il patrimonio immobiliare pubblico come risorsa strategica per attivare processi di trasformazione sostenibile dei contesti urbani con un approccio multidisciplinare nel rispetto dei vincoli di tutela dei beni, così da preservare il valore della cultura e della memoria della città. Oltre ai finanziamenti pubblici per gli interventi programmati, sarà possibile coinvolgere capitali privati tramite strumenti di partenariato pubblico-privato, “che tengano conto del contesto e coniughino obiettivi di innovazione, attrattività, sostenibilità ambientale e benessere sociale”.
Da sinistra, Alessandra del Verme, Sara Funaro e Alessandra Petrucci
Infine, una panoramica con gli interventi previsti dei 17 edifici (15 statali, 2 di proprietà del Comune di Firenze) coinvolti nel Piano, che potranno, come dichiarato nel corso della presentazione dello stesso alla stampa, allargarsi ad altre strutture:
Beni di proprietà dello Stato;
Palazzo Buontalenti – Concesso in uso all’Università Europea che, con il supporto dell’Agenzia, lo sta riqualificando come sede della «School of European and Transnational Governance».
Ex Caserma Perotti (porzione) – L’area è destinata ad accogliere la Questura, l’Autocentro Interregionale, reparti e alloggi collettivi della Polizia di Stato, il nuovo Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Firenze e residenze destinate al personale della Guardia di Finanza.
Basilica San Miniato al Monte – Il progetto si configura come un’importante opera di rinnovamento e riqualificazione, finalizzato alla conservazione e valorizzazione di uno dei monumenti più rappresentativi e iconici della città di Firenze.
Le Cascine – Spazi da impiegare per razionalizzazioni di pubbliche amministrazioni sul territorio comunale fiorentino o per nuove destinazioni d’uso.
Galleria dell’Accademia – Gli interventi mireranno a rendere la Galleria più aperta, accessibile e accogliente, attraverso il miglioramento degli spazi, dei servizi e dell’esperienza complessiva del visitatore.
Ex Caserma Quarleri – Una prima fase d’intervento ha rifunzionalizzato 2 capannoni preesistenti da destinare ad archivi per l’Archivio di Stato di Firenze per eliminare una locazione passiva. Una seconda fase potrà prevedere la rigenerazione urbana dell’intero sito con la realizzazione di un Polo Archivistico/Housing Universitario/Mix Funzionale
Villa Bardini – Museo
Caserma Redi – Nuova sede della Corte dei Conti
Antica Chiesa e Monastero di San Pancrazio (ex Caserma Vannini) – I locali, attualmente inutilizzati, saranno trasformati per accogliere l’ampliamento del Museo Marino Marini.
Compendio di Piazza del Carmine – Gli ambienti sono pronti a essere trasformati in uffici moderni e accoglienti
Ex-Deposito carburanti “Covercianino” – Sorgerà la nuova sede dei Carabinieri Forestali
Complesso colonico della «Certosa del Galluzzo» – La valorizzazione del compendio mirerà alla rigenerazione urbana del complesso, preservandone l’identità storica e integrandola con funzioni sostenibili e innovative
La Riottosa – Immobile destinato a diventare un punto di riferimento per la comunità attraverso la concessione di valorizzazione ad un Ente del Terzo Settore.
Edificio direzionale via Panciatichi – L’immobile è stato acquisito dalla Guardia di Finanza nello scorso mese di ottobre.
Compendio direzionale viale Belfiore- L’immobile acquisito dall’ Agenzia delle Dogane e Monopoli è destinato a uffici ADM.
Beni comunali:
Porzione Caserma Mameli – Stazione dei Carabinieri con alloggi che saranno realizzati ai piani superiori.
Palazzina Grilli – Attuale sede della Polizia a Cavallo e unità cinofila della Polizia di Stato (atto di concessione)
Il Piano Città degli Immobili Pubblici è uno strumento di cui si è dotata l’Agenzia del Demanio, in vista di una pianificazione che persegua una strategia immobiliare integrata che metta in relazione tutti gli asset pubblici presenti su un territorio e i diversi fabbisogni con l’obiettivo di far emergere soluzioni efficienti. Il meccanismo, come si legge nel sito dell’Agenzia del Demanio, è costituito da 4 passaggi. Il primo comporta l’analisi, che include analisi di contesto e indagini preliminari” volte a definire, d’intesa con i partner istituzionali, una conoscenza approfondita dei patrimoni immobiliari pubblici e delle dinamiche socioeconomiche territoriali, al fine di mappare gli obiettivi strategici da perseguire nel medio-lungo periodo”; il secondo passaggio è la cosiddetta fase concertativa, che ha come fine la realizzazione di una solida rete relazionale con i partner dell’immobiliare pubblico a partire dagli Enti territoriali, con l’adozione di un approccio sistemico e integrato in grado di perseguire gli obiettivi di valorizzazione degli asset, razionalizzazione della spesa, sostenibilità e digitalizzazione. E’ questa la fase produttiva dell’Accordo, che per quanto riguarda Firenze è stato sottoscritto oggi. comincia così il terzo passaggio, che è volto a definire il piano integrato delle iniziative immobiliari che assicurino l’ottimale allocazione dei servizi pubblici sul territorio, la valorizzazione del patrimonio pubblico soprattutto culturale, l’attivazione di catene di valore economico e sociale. L’output di fase consiste nella redazione del Piano d’Azione con l’indicazione delle operazioni da sviluppare, la loro programmazione e la puntualizzazione degli obiettivi da conseguire. Il quarto ed ultimo step riguarda l’esecuzione degli interventi d’iniziativa pubblica o privata, dalla progettazione alla realizzazione, sulla base della pianificazione territoriale e il monitoraggio degli avanzamenti rispetto al cronoprogramma e agli obiettivi economici e di impatto socio-ambientale.