Il design si interessa ai rifiuti, la grande moda si appassiona al futuro dei giovani

La mostra “IED Firenze X Plures” apre fino al 6 marzo all’ex Teatro dell’Oriuolo

Firenze – Il design si interessa ai rifiuti. E la grande moda si appassiona al futuro dei giovani
che rappresentano la nuova generazione fashion e dunque al valore della formazione.
Ambedue i nuovi trend sono ampiamente rappresentati in questo momento dallo IED
di Firenze, una tra le più prestigiose tredici sedi che l’Istituto Europeo di Design ha
sparso tra Italia, Spagna e Brasile.

Da una parte, l’Istituto fiorentino, noto per il suo legame con il mondo intorno, apre
le porte, fino al 6 marzo, di una delle più fascinose sedi del campus diffuso di cui
gode in città , ovvero l’ex Teatro dell’Oriuolo. Apre per accogliere il pubblico a
visitare la mostra “IED Firenze X Plures”. Si tratta di una mostra in cui gli studenti
hanno collaborato con il Gruppo Plures, ovvero la multiutility pubblica toscana che
gestisce in modo integrato ambiente, energia e acqua per oltre due milioni di cittadini.
Tema della “collettiva”, il valore delle risorse e della responsabilità condivisa. Non
considerando né l’uso dell’acqua o dell’energia e né la gestione dei rifiuti solo numeri
o pur necessarie ma fredde e anonime infrastrutture ma realtà che fanno parte della
vita e dei comportamenti di ogni cittadino cui chiedono di avere un ruolo attivo nella
loro gestione.

Dall’altro lato, Sabato De Sarno, uno dei più prestigiosi e seri designer attuali di
moda in Italia decide di dedicare due borse di studio agli studenti che seguono i corsi
per il Diploma Accademico di Primo Livello (DAPL) in Fashion Design del campus
fiorentino in modo da facilitare l’entrata all’istituto di più soggetti e, tra questi,
valorizzare i più talentuosi. De Sarno vanta un percorso di tutto successo. Nato come
stilista collaborando con Prada e Dolce & Gabbana, entra nel 2009 da Valentino,
dove, dopo aver ricoperto diversi ruoli, viene nominato Fashion Director del brand.
Diventa in seguito, dal 2023 al 2025, direttore creativo di Gucci ed è adesso in ballo
per un nuovo prestigioso incarico, in mezzo al vortice dei cambi al vertice dei vari
brand che in questo momento agita le acque del parterre modaiolo. Si è detto anche di
Ferragamo, ma non pare che alla fine sia questa la sua destinazione.
Intanto De Sarno, che oltre che di moda si appassiona a arte e design, generosamente facilita i sogni giovanili offrendo un contributo perché dette speranze
si realizzino sulla base di un’ importante formazione come lo stilista ha individuato
possa accadere allo IED .«Scegliere di sostenere IED Firenze è per me un modo
concreto di restituire – dichiara – Credo profondamente che il talento non sia un
privilegio, ma una possibilità da accompagnare e proteggere. La formazione è il
primo gesto creativo: è il luogo in cui un’intuizione può diventare disciplina,
mestiere, visione». Specifica De Sarno: «Queste borse nascono come un atto di
fiducia e responsabilità: offrire accesso, creare opportunità e permettere a una
vocazione di trovare la propria strada. Perché offrire accesso significa, in fondo,
allargare il futuro».

Apprezza molto il gesto la direttrice IED Firenze, Benedetta Lenzi: «Sono grata a
Sabato De Sarno per aver scelto di sostenere in modo concreto il percorso formativo
dei nostri studenti, è un gesto di grande valore e rappresenta un segnale significativo
per l’intero sistema moda. Investire nella formazione significa rafforzare la filiera e
sostenere lo sviluppo di nuove energie creative, pronte a contribuire con visione e
competenza al futuro del settore. Firenze, in questo senso, si conferma un contesto
privilegiato, dove cultura manifatturiera e sperimentazione progettuale dialoganoquotidianamente». Lasciando capire che non si tratta esclusivamente di tre pur
preziose borse di studio qualsiasi ma di un gesto concreto per dare solide basi al
cambiamento in atto della moda tramite le nuove generazioni che inevitabilmente
sono chiamate al rinnovo.

D’altra parte il triennio in Fashion Design dello IED Firenze può essere esso stesso
un simbolo della transizione: fondato sullo scambio tra sapere artigianale e
tecnologie, tra know how sartoriali e strumenti digitali di ultima generazione con cui
gli studenti si muovono: dalla costruzione del capo alla progettazione 3D, dallo studio
dei materiali alla sperimentazione, alla cultura del territorio – laboratorio, la
convivenza con i processi creativi come con quelli industriali, la capacità di proposte
contemporanee e di rapporti con il mercato. Il tutto, condito da una costante
attenzione alla sostenibilità ambientale e sociale.

Ed eccoci alla mostra in corso che tiene insieme capacità artistica, coinvolgimento
nei problemi dominanti
del momento e legame concreto con cittadini e comunità. A
proposito della quale l’assessore alle società partecipate del Comune di Firenze,
Giovanni Bettarini, commenta: “La collaborazione tra IED e Plures Alia rappresenta
un modello di come l’arte possa farsi interprete delle grandi sfide civili del nostro
tempo” . Da parte sua, Benedetta Lenzi:  “L’ambiente è un tema culturale. Formare
progettisti e creativi significa fornire loro gli strumenti per leggere la complessità del
presente e assumersi una responsabilità nei confronti della società e delle risorse che
utilizziamo. La collaborazione con Plures nasce da una visione condivisa: usare il
linguaggio della creatività per rendere visibili questioni spesso percepite come
lontane e riportarle nella dimensione quotidiana delle persone”. Precisa Lorenzo
Perra, presidente di Plures: “Il linguaggio della creatività è capace di generare
domande, non solo risposte. Le opere in mostra parlano di risorse, ambiente e
responsabilità, ma soprattutto mettono al centro le persone: il singolo individuo e la
comunità come soggetti attivi del cambiamento”.

Curatore della mostra, Stefano Cipolla, Art Director de L’Espresso e direttore
responsabile di Grafica Magazine. Cinque gli alunni IED che si sono messi in gioco e
che, coordinati da uno dei loro docenti, Dario Manzo, si esprimono passando dal
manifesto all’installazione, dal video alla pittura. Il tema è dettato dalle attuali sfide
ambientali “con l’obiettivo di sensibilizzare la comunità perché il linguaggio delle
immagini può essere più persuasivo di mille parole”, è convinto Cipolla. Quattro i
temi dominanti e ognuno non dà poco: risparmio energetico, gestione dei rifiuti,
riciclo e risorse idriche, su cui si intende coinvolgere i cittadini attraverso la forza
della comunicazione visiva. Con uno scopo finale ambizioso: che questa mostra non
sia solo un momento aperto e richiuso, ma la sigla di una collaborazione continuativa
che metta in luce l’impegno civile del designer contemporaneo nel suo ruolo di
coinvolgimento della comunità per un futuro più sostenibile e l’interesse dei cittadini
per avere, nella gestione della città e delle loro vite, un ruolo sempre più marcato.

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