I numeri di un mondo in armi

Il prof. Fieschi spiega i costi della guerra

Roberto Fieschi

Questo il commento di S. Ambrogio all’episodio di Naboth e del re Achab, che gli aveva tolto la vigna e la vita, raccontato nella Bibbia (libro dei Re, cap. 21):
“Quale ricco non brama le cose altrui? Chi si contenta di quello che possiede? […] Voi ricchi non desiderate di possedere ciò che è utile: bramate di escludere gli altri da ciò che legittimamente posseggono. Per tutti è stato creato il mondo e voi vorreste prendervelo tutto; e non solo il mondo, ma il cielo stesso, l’aria, il mare vorreste che fossero a vostro esclusivo uso e consumo”

Nessuno è così stolto da preferire la guerra alla pace, poiché in tempo di pace sono i figli che portano alla sepoltura i padri, mentre in tempo di guerra sono i padri che seppelliscono i figli.
(Erodoto, Alicarnasso, 484 a.C. – Thurii, 425 a.C.)

La guerra è un massacro fra uomini che non si conoscono a vantaggio di uomini che si conoscono ma eviteranno di massacrarsi reciprocamente.
(Paul  Valéry, Sète, 1871 – Parigi, 1945)

La guerra non mi suggerisce nessuna idea degna di essere comunicata.
(Franz  Kafka, Praga, 1883 – Kierling, 1924)

Il patriottismo è l’ultimo rifugio delle canaglie.
(Samuel Johnson, Lichfield, 1709 – Londra, 1784)

Quando lo Stato si prepara ad assassinare, si fa chiamare patria.
(F. Dürrematt, Konolfingen, 1921 – Neuchâtel, 1990)

I vantaggi della guerra, se ce n’è qualcuno, sono solo per i potenti della nazione vincente. Gli svantaggi ricadono sulla povera gente.
(Bertrand Russell, Ravenscroft, 1872 – Penrhyndeudraeth, 1970)

Qualche informazione utile

Spese militari nel 1010 (Time,22 agosto 2011):
– In miliardi di dollari: USA 700;  Cina 120;  Russia 60;  Francia 60;  UK 60;  Giappone 55
– Militari attivi (in migliaia)   1560;  2290;  1050;   240;  180;  250

Armi leggere nel mondo: 640 milioni, la metà nelle mani della popolazione civile: 280 milioni negli USA, da 3 a 4,5 milioni in Italia.

Ci sono più di 550 milioni di armi in circolazione nel mondo, un’arma ogni dodici persone. Il mio compito è di armare gli altri undici” (Inizio del film “Lord of war”).

Le armi leggere provocano oltre il 90% delle vittime nei conflitti.
L’Italia è il terzo esportatore mondiale di armi leggere. Negli ultimi 10 anni le armi leggere hanno provocato la morte di 2,5 milioni di bambini e la disabilità di altri 2,5 (fonte ONU), o di oltre 6 milioni disabili o gravemente feriti (fonte Unicef).

Una manifestazione contro la guerra guidata dal filosofo Bertrand Russell

Circa 100 milioni in 62 paesi il numero delle mine antiuomo (messe al bando in Italia) disseminate finora. La produzione delle mine antiuomo è stimata in 5-10 milioni ogni anno, ripartita su un centinaio di produttori in 55 paesi. Il numero di mine distrutte ogni anno nelle operazioni di sminamento, si colloca invece, tra 100 e 200mila. Si valuta che le persone mutilate o uccise ogni anno siano circa 15mila. I Paesi più colpiti sono: Cambogia, Afganistan, Angola, Mozambico, ex-Jugoslavia, Sudan, Somalia, El Salvador, Kurdistan, Kuwait.
Ad esempio in Cambogia, sul cui territorio si stima che vi siano fra 4 e 7 milioni di mine, una persona su 236 è stata mutilata da una mina.

In Italia esiste la “Rete Italiana Disarmo”, composta da molte associazioni, dalle Acli  a Amnesty International, all’Arci, al Gruppo Abele.

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